Statistiche web

Maremma Toscana Bevorosso 2024

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
01/2026


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: ARILLO IN TERRABIANCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 20 euro


Il Maremma Toscana Bevorosso 2024 chiude la trilogia dei vini dell’azienda toscana Arillo in Terrabianca, di proprietà della famiglia Burkard dal 2019, nata per raccontare la quotidianità del vino attraverso freschezza, immediatezza e versatilità; caratteristiche che descrivono il vitigno merlot in maniera più che mai esaustiva. È stata scelta la nota cultivar d’origine francese, perché ha saputo ben adattarsi ai suoli argillosi e ricchi di scheletro della frazione Valpiana del comune di Massa Marittima, ovvero in Alta Maremma, a 140/160 metri sul livello del mare. L’etichetta che veste le tre bottiglie traduce visivamente la filosofia di Arillo in Terrabianca, fondata sulla simbiosi tra uomo e natura. È un’opera del pittore tedesco Wolfgang Beltracchi, pittore contemporaneo fuori dagli schemi, e ritrae un dettaglio del “dio cervo” Cernunnos: antica divinità celtica dei boschi e della fertilità, simbolo di rinnovamento e abbondanza, tradizionalmente raffigurata con corna di cervo.
La vendemmia 2024 è stata caratterizzata da un inizio di stagione abbastanza equilibrato, con piogge decisamente abbondanti rispetto alla media stagionale, temperature nella norma e favorevoli escursioni termiche fino alla prima metà di luglio. Dalla seconda metà di luglio in poi, invece, il forte caldo – sia diurno sia notturno – ha messo a dura prova le viti, che hanno tuttavia reagito molto bene grazie alle abbondanti riserve idriche. Settembre e ottobre, caratterizzati da piogge abbondanti, hanno prolungato i tempi di maturazione e di raccolta. Annata con produzioni generose, bilanciata in temini di alcol e di maturazione fenolica.
La fermentazione avviene a temperatura controllata (inferiore a 25°C), la svinatura dopo una settimana dalla fine della fermentazione alcolica. Il vino affina in barriques di rovere francese di secondo e terzo passaggio per sei mesi.
Trama rubino con riflessi porpora, si muove lentamente all’interno del calice. Avvicinandolo al naso è impossibile non farsi rapire dal frutto maturo che ricorda l’amarena, la prugna, ma anche tanti fiori freschi quali geranio selvatico, rosa rossa, con incursioni di macchia mediterranea e terriccio umido. Vi è anche una nota lievemente vinosa che rende il bouquet ancora più “goloso”. La facilità con cui questo merlot conquista il palato è ragguardevole. Alludo alla pienezza del frutto contrapposta ad una tensione acida che mostra il carattere dell’uva – dunque dei terreni – in un crescendo d’intensità che francamente non mi aspettavo. Un vino che a mio avviso va servito a 14-16° per esaltare ancor più la sua inevitabile piacevolezza.
Quattro chiocciole abbondanti conquistate con estrema disinvoltura. Pasta alla Norma.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio