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L’Incantatrice 2021 Diego Bosoni

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2024


Tipologia: Vino Bianco Frizzante
Vitigni: vermentino, albarola, malvasia
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: LUNAE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 21 a 24 euro


Diego Bosoni, mediante il vino L’Incantatrice 2021, apre una partentesi personale all’interno della sua carriera di appassionato vignaiolo ligure. Il nostro protagonista è visceralmente legato alla propria famiglia e alla storia di una tra le realtà vitivinicole più importanti della regione, ovvero Cantine Lunae di proprietà dei Bosoni da oltre cinquant’anni. Produrre vino all’interno di una terra tanto straordinaria, declamata da illustri personaggi della cultura e dello spettacolo quali De André, Montale, Villaggio… è soprattutto un’opportunità. L’enfasi con cui descrive la sua amata Liguria è “contagiosa” – Credo che il vino sia materia vivente, che muta, si esprime e sviluppa il proprio carattere. L’intervento dell’uomo deve accompagnarlo senza forzarlo, aiutandolo a diventare l’immagine più autentica del suo territorio di provenienza. Credo nell’incontro tra sapere e sensibilità, nel mantenere un rapporto equilibrato e complice con la natura che ci accoglie e ci nutre. Credo inoltre nella nostra comunità, che mi accompagna nel tramandare una cultura orale maturata dall’esperienza –.
Ci troviamo per l’esattezza nei Colli di Luni situati ai piedi della Lunigiana, nell’angolo più orientale della Liguria a confine con la Toscana. Già in epoca romana si narrava della straordinaria viticoltura di queste colline, le stesse sono affacciate sul Mar Tirreno dal Golfo di La Spezia e protette dalle Alpi Apuane. I comuni coinvolti sono Luni e Castelnuovo Magra dove ha sede l’azienda.
L’incantatrice 2020 è un metodo ancestrale ed appartiene alla categoria dosaggio zero. Le uve vengono allevate su terreni franchi, di medio impasto, facenti parte del territorio sopracitato. Nel blend ritroviamo le cultivar tipiche della riviera ligure di ponente: vermentino, albarola, e anche la malvasia. La vendemia avviene solitamente a fine agosto ed è svolta rigorosamente a mano, anche perché gran parte dei filari albergano su rilievi collinari piuttosto impervi da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato sul mare. La pressatura soffice delle uve avviene in totale assenza di ossigeno. Il mosto fermenta ad una temperatura controllata per 15 giorni. Dopo la fermentazione e la conclusione del conseguente ciclo di travasi, avviene la presa di spuma in bottiglia grazie alla rifermentazione degli zuccheri residui del vino base. Affina sei mesi prima della messa in vendita.
Il campione che mi appresto a degustare, in realtà, essendo figlio dell’annata 2021 – indubbiamente calda ma meno afosa rispetto ad altre – ha riposato molto di più. Non posso che esserne entusiasta, perché i vini liguri in generale, e soprattutto questa particolare categoria di prodotti, hanno bisogno di tempo per sprigionare l’essenza dei propri profumi e il giusto equilibrio dato dalla sapidità in linea con la freschezza, senza che una delle due componenti prevarichi sull’altra. In poche parole, ho già descritto il vino a livello gustativo perché L’Incantatrice 2021 è proprio così al palato. Mi permetto di aggiungere che è un vino lungo, e che si attacca al palato con garbo e senza mai saturare i recettori del gusto. Il perlage è particolarmente fine, minuto e dura a lungo nel bicchiere; la trama cromatica è giallo dorato con riflessi paglierino. Ritrovo un respiro a tratti ipnotico, spazia con disinvoltura dall’agrume intenso al frutto giallo maturo con incursioni di macchia mediterranea – ginepro e mirto bianco – e una scia salmastra intensa e tipica in chiusura. Si respira insomma tutta la Liguria in un calice, ed è ciò che desidera maggiormente Diego Bosoni. Quest’ultimo elemento, ovvero la coerenza nei confronti del territorio – oltre alla scelta di proporre un prodotto che ha riposato il tempo necessario – vale al vino la quinta chiocciola e il più classico degli abbinamenti: testaroli (pasta tipica della Lunigiana) conditi con pesto genovese.

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