Langhe Nebbiolo 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2025
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: BURLOTTO – Comm. G. B. Burlotto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 26 a 34 euro
Stabilire quale sia il prezzo medio dei vini di Fabio Alessandria è una battaglia persa, soprattutto sul web, dove per ragioni inspiegabili hanno delle differenze a volte enormi, ad esempio il Langhe Nebbiolo si può trovare a 26 euro, ma anche a 50!
Ovviamente Fabio non ha nessuna responsabilità in questo, il guadagno va tutto a chi lo vende, lui in cantina fa dei prezzi coerenti e questo vino non lo propone certo a 50 euro.
Ma scendiamo in dettagli più interessanti: Verduno vanta una serie di appezzamenti di assoluto valore, Burlotto ne possiede un discreto numero situati in punti diversi, posizionati su terreni calcarei con presenza di argilla, limo e sabbia (parte attribuibili alle Marne di Sant’Agata fossili e parte dalla Formazione di Cassano Spinola). Le altitudini sono tra i 270 e i 350 metri s.l.m., tutti i vigneti sono allevati a Guyot.
Il Langhe Nebbiolo è ottenuto da una miscellanea di uve provenienti in parte dalle vigne più giovani, in parte da quelle che Fabio ritiene ideali per ottenere un Nebbiolo che esprima le sue caratteristiche più immediate e piacevoli.
La vendemmia è da sempre svolta a mano, i grappoli vengono posti in cassette da 20 kg., portati in cantina e diraspati e pressati leggermente; il mosto ottenuto finisce per gravità in tini aperti di rovere francese e vasche d’acciaio inox anch’esse aperte, qui si svolge la fermentazione alcolica e, durante la macerazione, vengono effettuati periodicamente rimontaggi e follature.
Anche la malolattica viene svolta in vasche d’acciaio, dopodiché il vino ottenuto trascorre una decina di mesi in botti grandi di rovere francese. Solitamente l’imbottigliamento avviene tra fine agosto e inizio settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Il 2019 si è fatto qualche anno in più in bottiglia, senza colpo ferire, perché sarà pure un vino più fresco e pronto, ma non per questo incapace di evolvere e offrire spunti interessanti.
L’annata, del resto, è tra le migliori del decennio passato, e questo Nebbiolo lo dimostra sin dal primo impatto, rivelando un colore granato caldo con ricordi rubini e un bouquet dove il frutto si esprime con intraprendente rotondità, un abbraccio odoroso che sveglia i sensi, regalando sensazioni forti e chiare, conservando uno spazio dedicato alla rosa canina e a suggestioni terrose, di oliva nera e liquirizia, con una pennellata agrumata sul finale.
Bocca ancora freschissima, viva, dove affiora una speziatura fine e a tratti pepata, che si affianca alla ciliegia e alla prugna, il tannino è tutto nebbiolo, vivo e sostegno fondamentale per un futuro tutt’altro che breve. Quattro chiocciole molto, molto alte.