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Franciacorta Pas Dosé Parosé 2018

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2024


Tipologia: DOCG Rosato spumante
Vitigni: chardonnay, pinot nero
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: MOSNEL
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 44 a 48 euro
Vino Bio:


Fa specie ogni anno recarsi anche all’estero per le vacanze, e puntualmente riscontrare quanto il consumo dei vini rosati vada sempre per la maggiore. In Italia, soprattutto quest’estate, ho notato che la tendenza a richiedere un buon bicchiere di rosato fermo o mosso – soprattutto durante il pranzo – è lievemente aumentata. Sto parlando di considerazioni prettamente personali, date perlopiù dai luoghi del cuore frequentati in maniera ricorrente. A quanto pare i dati che arrivano dall’Osservatorio mondiale, che copre circa 45 mercati internazionali, confermano l’esatto opposto. Il consumo dei vini rosati sta vivendo una fase di stallo. La Spagna rimane il primo esportatore, il bel Paese è al terzo posto.
L’azienda Mosnel di Camignone (BS) crede fermamente nelle potenzialità della suddetta categoria, e mediante il Franciacorta Pas Dosé Parosé 2018 cerca di restituire tutto il potenziale del territorio e il carattere dei vigneti di famiglia. Sto parlando di un’avventura iniziata nel 1954 per mano di Emanuela Barboglio – tra i personaggi chiave della sopracitata denominazione – oggigiorno proprietà dei suoi due figli Lucia e Giulio Barzanò. Il vino in questione è stato prodotto per la prima volta nel 2001.
L’annata 2018 ha visto una partenza vegetativa in linea con la media storica. Le precipitazioni sono state di gran lunga superiori rispetto agli ultimi anni, soprattutto durante i mesi di maggio, giugno e luglio. Quest’ultimo, soprattutto dall’ultima settimana in poi, ha dato il via ad un lungo periodo di tempo stabile con giornate calde (media 27°C). Il potenziale produttivo è stato piuttosto alto, avvicinandosi quasi ovunque al limite imposto dal Disciplinare del Consorzio Franciacorta.
Veniamo al vino, prodotto mediante uve pinot nero (70%) e chardonnay (30%) allevate a guyot su terreni morenici di media fertilità, sciolti, con scheletro di media profondità; vi è una percentuale importane di calcare e in parte argilla. I vigneti sono prevalentemente esposti a est – sud-est. Resa pari a 80 quintali per ettaro, tutto inizia con la vendemmia manuale in casse solitamente svolta dal 23 al 29 agosto. Al Parosé è stato riservato solo il mosto fiore, la fermentazione primaria è avvenuta in piccole botti rovere (da 225 l.) dove riposa per sei mesi; assemblaggio e imbottigliamento con sciroppo di tiraggio precedono l’accatastamento per la rifermentazione in bottiglia. L’affinamento vero e proprio è di 48 mesi sui propri lieviti più ulteriori 6 post sboccatura, in questo caso avvenuta a giugno 2023. Il tiraggio è stato effettuato nel 2019.
Rosa cerasuolo con riflessi rame, il perlage minuto e continuo amplifica la vivacità della trama cromatica. Ad un primo impatto olfattivo emergono sentori floreali di rosa selvatica, freschi e stimolanti, accompagnati da ribes rosso, chinotto, fragolina di bosco e susina; la spezia dolce fa capolino unita ad effluvi minerali che rimandano alla pietra polverizzata/smalto. Evolve di continuo addolcendo sempre più i toni a vantaggio del frutto, soprattutto a 24 ore dalla mescita. Al palato ritrovo una bollicina particolarmente carezzevole, corroborata dall’agrume rinfrescante e da una profondità gustativa che mostra il potenziale dei vigneti di casa Barzanò. La sapidità è l’arma vincente di questo vino che accompagna, egregiamente, primi piatti a base di pesce dove non occorre in alcun modo eliminare il pomodoro. Anzi.
Quattro chiocciole a un passo dalla quinta.

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