Franciacorta Extra Brut Millesimato EBB 2016
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2022
Tipologia: DOCG bianco spumante
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: MOSNEL
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 45 a 55 euro
Vino Bio: sì
Lavinium ha recensito più volte i vini della famiglia Barzanò di Camignone (BS). Da buon amante di nobili bollicine metodo classico italiane non potevo esimermi dal fare altrettanto, anche perché ritengo che Mosnel (in dialetto bresciano significa “pietraia”) rappresenti un vero e proprio faro all’interno di un’area vitivinicola tanto importante quanto discussa. Sto parlando ovviamente della Franciacorta, situata nel cuore della Lombardia, sulla sponda sud del Lago d’Iseo in territorio bresciano; è delimitata ad ovest dal fiume Oglio e a nord dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche. Questo lembo lombardo antico ed affascinante è caratterizzato dalla dolcezza delle colline che formano un suggestivo anfiteatro morenico.
Il Franciacorta Extra Brut Millesimato EBB, prodotto per la prima volta nel 2003, è dedicato a una donna con la “D” maiuscola, Emanuela Barboglio – pioniera della Cantina – la stessa che nel 1990 diviene socio fondatore del Consorzio Franciacorta. La nostra protagonista è riuscita negli anni, per l’esattezza 46 dalla nascita della Cantina – anche se la storia inizia nel lontano 1954 – a mostrare una costanza qualitativa impressionante. Tutto ciò lo si evince non solo dal timbro vincente dei suoi vini, ma soprattutto all’energia che sprizza da ogni parola, aneddoto o gesto che ancor oggi Giulio e Lucia Barzanò, i suoi due figli, riescono a trasmettere. L’annata 2016 sta riscuotendo successi a 360°: tanto nei vini rossi quanto nei bianchi da lungo affinamento, tra cui anche i classici spumanti millesimati.
La temperatura leggermente meno torrida rispetto alle annate a cui purtroppo ormai siamo abituati, ha reso possibile la produzione di basi spumante con livelli di acidità adeguati e al contempo un frutto espressivo e un’impronta salina considerevole. Quest’ultima peculiarità tuttavia è da addurre alle colline di Camignone: vere e proprie ondulazioni interne del morenico di buona fertilità, terreni sciolti con scheletro di media profondità. Filari esposti ad est – sud/est, allevamento a guyot con resa pari ad 80 quintali di uva per ettaro. La vendemmia manuale solitamente viene svolta in un periodo che va dal 23 al 29 agosto, è ben inteso che tutto dipende dal ciclo vegetativo di ogni annata. Al Franciacorta EBB viene riservato solo il mosto fiore, ovvero la prima frazione del 50% di succo; fermentazione primaria in piccole botti di rovere da 225 lt che hanno ospitato il vino per cinque mesi fino alla primavera successiva.
Segue assemblaggio, di conseguenza imbottigliamento con “sciroppo di tiraggio”, fasi che precedono l’accatastamento per la rifermentazione in bottiglia. Il vino affina 48 mesi sui lieviti, segue sboccatura – in questo caso avvenuta il 07/2021 – e dosaggio con un residuo zuccherino che rientra nella categoria Extra Brut. Trovo lodevole il fatto che il Consorzio per la tutela del Franciacorta imponga l’obbligo di mostrare in etichetta la data di sboccatura, molti altri territori dovrebbero seguire questa strada. Mosnel pretende un minimo di sei mesi di affinamento ulteriore prima della messa in vendita, in tutto se ne producono circa 8.000 bottiglie l’anno.
Da uve chardonnay in purezza, irradia il calice per via di una trama paglierino chiaro, intenso, con riverberi oro bianco; perlage fine e continuo. Suggestioni di agrume piuttosto spiccate, tra il lime e il cedro, la parte floreale ben presto domina la scena attraverso un pot-pourri di rara eleganza dove il tiglio insegue il biancospino e viceversa. Non è finita: pepe bianco, yogurt al limone, incessante la vena di calcare frammista a pietra polverizzata su uno sfondo di pâtisserie; dunque crema al limone e frolla appena sfornata, queste due ultime sfumature emergono soprattutto con lieve aumento della temperatura ed opportuna ossigenazione. È un naso che evolve magistralmente ingentilendo il suo profilo anche a 24 ore dalla mescita, opportunamente tappato s’intende.
La bollicina è pura seta vivacizzata da velocissimi lampi d’acidità agrumata in un finale sapido, lungo, godurioso; è il timbro a convincere appieno e a mostrare tutta la potenza di un territorio vitivinicolo indubbiamente vocato, reso ancor più grande dall’abile maestria dei fratelli Barzanò. Perfetto, visto il caldo torrido di questi giorni, su un piatto di insalata di pasta dove ortaggi di stagione giocano un ruolo primario accompagnati da una dadolata di speck e filetti di tonno sott’olio.