Franciacorta Brut Satèn 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2024
Tipologia: DOCG Bianco spumante
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: MOSNEL
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 30 a 35 euro
Vino Bio: sì
Riguardo l’azienda Mosnel abbiamo scritto più volte perché la costanza qualitativa è tra le caratteristiche che maggiormente amiamo in un’azienda vitivinicola. Non è facile mantenerla, soprattutto considerando il cambiamento climatico, per non parlare della tipologia di vino che mi appresto a descrivere, ovvero il metodo classico. In questo caso parliamo di Franciacorta, brand ormai affermato a livello globale e regione vitivinicola lombarda che non ha certo bisogno di presentazioni. L’avventura dei nostri protagonisti inizia nel 1954 per mano di Emanuela Barboglio – tra i personaggi chiave della sopracitata denominazione – oggigiorno proprietà dei suoi due figli Lucia e Giulio Barzanò di Camignone (BS).
Il Franciacorta Satèn incontra da sempre un grande numero di estimatori, soprattutto coloro che si avvicinano al mondo del metodo classico con frequenza discontinua. Gli stessi sono abituati relativamente ad aver a che fare con acidità spinte, perlage significativi e quant’altro; ricordiamo che la suddetta categoria è caratterizzata da una pressione inferiore (4.5 atmosfere). Tuttavia, quando si pensa alla cantina Mosnel, neofiti delle bollicine e degustatori navigati trovano un punto d’incontro, perché l’azienda di Camignone è stata in grado, negli anni, di elevare la suddetta versione di Franciacorta ai massimi livelli, e tutto ciò è universalmente riconosciuto.
Prodotto per la prima volta nel 1996, il Brut Satèn Millesimato 2020 – che mi appresto a degustare – affina tre anni sui lieviti, più altri tre mesi post sboccatura avvenuta, in questo caso, a febbraio del 2024. Ritroviamo uve chardonnay in purezza allevate all’interno di vigneti (con esposizione Est – Sud/Est) caratterizzati da piane e ondulazioni interne del morenico, di media fertilità, sciolto, con scheletro di media profondità.
Trama cromatica paglierino caldo amplificato in termini di lucentezza da un pérlage fine e regolare. Il respiro è sobrio, non vuole impressionare a tutti i costi, semmai è la ricerca delle sfumature la parte più avvincente. Ritrovo guizzi agrumati dolci, zenzero candito, caramello e burro fuso; con lenta ossigenazione frutta secca, tra cui noci e anacardi, e un ricordo di muschio bianco. In bocca convince la coerenza agrumata che dona freschezza, il perlage cremoso unito ad una sapidità in grado di mostrare il potenziale dei vigneti di Camignone. Impressiona anche la persistenza in sinergia con la bevibilità, oltre alla consueta chiusura pulita, fresca; il marchio di fabbrica della cantina Mosnel. L’ho abbinato ad un crudo di salmone con pepe rosa, lime, aneto e Olio Extra Vergine di Oliva Garda Dop. Buonissimo.