Erbaluce di Caluso Scelte di Vite 2022
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2026
Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: erbaluce
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CANTINA 366
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 16 euro
L’erbaluce, le cui origini sono attribuite dalla maggior parte degli ampelografi al Canavese e alle zone prealpine, è un vitigno caratterizzato da una spiccata acidità fissa, tanto che è spesso utilizzato per la produzione di spumanti e passiti, meno per la versione secco. Questa varietà, la cui presenza nell’Alto Piemonte è testimoniata sin dal 1600, è molto diffusa anche nelle Colline Novaresi e nelle Coste della Sesia in provincia di Vercelli e Biella, ma, per discutibili questioni di protezionismo e per una anacronistica “visione” che mette il vitigno come centro identitario di un territorio (quando dovrebbe essere il cosiddetto “terroir” a identificarlo), il nome del vitigno può essere messo in etichetta solo per la DOCG Erbaluce di Caluso; le altre denominazioni che ne fanno uso non possono fornire al consumatore questa informazione, neanche nella retroetichetta. Basterebbe chiamare la DOCG semplicemente “Caluso” ed ecco che non si potrebbe confondere con nessun altro territorio, anche se il vitigno viene usato in altre zone; come accade con le DOCG Barolo e Barbaresco per citare le più note.
Ma veniamo al vino di Cantina 366, in questo caso vinificato fermo, le uve arrivano da vigneti siti nel territorio di Agliè (TO), vengono raccolte e sottoposte a pressatura soffice, la fermentazione e l’affinamento si svolgono in acciaio inox a temperatura controllata.

Nel calice mostra un colore paglierino medio con riflessi verdolini, il ventaglio odoroso parte con note di fiori bianchi e gialli, biancospino, ginestra, leggera acacia; poi si schiude a un fruttato fresco di pesca noce, mela verde e limone, chiude su sfumature di erbe aromatiche.
All’assaggio è indubbiamente fresco ma mostra una viva intensità fruttata che non manca di rotondità, tanto da bilanciare molto bene il sorso, corroborato da una piacevole scia sapida che permane a lungo. Un vino che ha nella finezza un elemento caratterizzante e che vanta una notevole intensità espressiva che lo avvicina pericolosamente alla quinta chiocciola.