Custoza 2023
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2024
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: garganega, trebbiano toscano, cortese ed eventuali uvaggi minori
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: MONTE DEL FRÀ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 8 a 11 euro
Circa un anno e mezzo fa abbiamo presenziato a una doppia verticale dedicata ai due vini di punta prodotti dell’azienda Monte del Frà di Sommacampagna (VR). Alludo al Custoza Superiore Cà del Magro e all’Amarone della Valpolicella Classico Tenuta Lena di Mezzo. Ventuno referenze in tutto.
Convinti ampiamente riguardo la qualità riscontrata, a distanza di qualche tempo, torniamo a parlare dell’impegno della famiglia Bonomo fondatrice e proprietaria della cantina sopracitata. Restringiamo il campo e ci concentriamo questa volta sul Custoza, che da oltre sessant’anni rappresenta per i nostri protagonisti una magnifica ossessione. Ho conosciuto personalmente Marica Bonomo, responsabile commerciale e tra le protagoniste indiscusse dell’azienda veronese, e devo riconoscere che dalle sue parole traspare una passione autentica per queste colline. Il vino bianco in questione ha ottenuto la Doc nel 1971. Ai giorni nostri, a mio avviso, deve ancora lavorare molto per conquistare fette di mercato significative; forse una maggior comunicazione globale aiuterebbe in tal senso. Il potenziale c’è ed è un fatto insindacabile. Le vette qualitative raggiunte da Monte del Frà ne sono la riprova. Lo vedremo assieme nelle prossime tre pubblicazioni.
La prima etichetta proposta, ovvero il Custoza 2023, viene prodotto mediante uve garganega, trebbiano toscano, cortese – ed eventuali cultivar meno note – allevate a guyot. I comuni coinvolti sono Sommacampagna e Sona, situati a sud est del Lago di Garda. Le colline si trovano a 100/150 s.l.m. e la vite alberga su terreni di origine morenica con terreno calcareo, argilloso e ghiaioso. La vendemmia viene svolta solitamente in un periodo compreso tra inizi settembre e la prima decade di ottobre. In cantina si parte da una pressatura soffice delle uve, a basse temperature e successiva criomacerazione prefermentativa. Il giro si chiude con una fermentazione, e affinamento, in acciaio a temperatura controllata e un breve riposo in bottiglia prima della messa in vendita.
All’interno del calice ritrovo un vino solare, vivo, caratterizzato da una trama cromatica paglierino con riflessi beige-verdi. L’annata 2023 è stata indubbiamente calda ma ben più regolare rispetto ad altri millesimi, anche recenti, che hanno messo a dura prova la pazienza dei viticultori. Il frutto fresco caratterizza sin dal principio il quadro olfattivo: mela Granny Smith, mango e pesca tabacchiera. Con lenta ossigenazione effluvi balsamici e un incessante ricordo di pietra polverizzata e smalto.
In bocca l’attacco è morbido, vivacizzato da una freschezza citrina e da un’impronta sapida che mostra il potenziale dei vigneti. Il vino riempie il palato e conquista i recettori del gusto senza in alcun modo saturarli, anche perché l’alcol è gestito in maniera ottimale. Quattro chiocciole abbondanti. Da segnalare l’ottimo prezzo. Moscardini in umido con cipolla bianca di Chioggia e pisellini fini.