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Custoza 2021

Custoza 2021 BrunelliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2022


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: trebbiano, garganega, cortese, riesling, malvasia
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro


Custoza, frazione del Comune di Sommacampagna, fu teatro di aspre battaglie durante la prima guerra d’Indipendenza dell’Italia, quando nel 1848 si scontrarono le truppe del Regno di Sardegna, guidate dal re Carlo Alberto di Savoia, e quelle dell’impero Austriaco, sotto la guida del maresciallo Radetzky.
Per fortuna oggi la ricordiamo per la produzione di un ottimo vino, in un territorio che ha tradizioni antichissime, evidenziate dalle prime testimonianze della coltivazione della vite in epoca romana, costituite da reperti adibiti all’uso del vino nei riti religiosi e alla sua conservazione e trasporto; dal IX secolo in poi, nel periodo medievale abbiamo un’abbondante documentazione sulla coltivazione della vite nella zona compresa in particolare tra Pastrengo e Sommacampagna.
Il Custoza della famiglia Brunelli, proviene proprio dalle dolci colline di questa zona, costituite dai depositi lasciati dai ghiacciai che formarono il vicino lago di Garda; i suoli sono estremamente variegati e variabili, intervallati da ampie piane ghiaiose, qui dominano le terre rosse e brune, con forte presenza di calcare e detriti.
Il disciplinare di questo storico vino, che abbraccia un territorio ristretto a ovest di Verona, consente l’utilizzo di numerosi vitigni che caratterizzano la zona. Pertanto è evidente che si tratta di una tipologia di vino che può avere espressioni molto diverse.
In questo 2021, a mio avviso davvero riuscito, troviamo garganega, trebbiano e cortese (qui conosciuta come Bianca Fernanda), arricchite da quote individualmente contenute di riesling e malvasia.
Ne consegue un vino dal colore paglierino medio e dai profumi intensi e variegati di fiori di ciliegio e mandorlo, arricchiti da note agrumate di cedro e mandarino giallo, mela golden, pesca bianca con un finale che richiama delicatamente fieno e mandorla.
Al palato ha una buona freschezza e una sapidità evidente, ritorna l’agrume composito e una sensazione che richiama la mineralità dei suoli. Un prodotto che ha dalla sua anche un’alcolicità davvero contenuta, a vantaggio di una bevibilità notevole, proprio le venature agrumate e minerali mi portano a cercare l’abbinamento con il pesce, ovviamente di lago avendolo a portata, come il classico lavarello che ho spesso mangiato da quelle parti, ma nulla esclude che si possa estendere la proposta anche alla fauna marina, ad esempio con delle ottime triglie al cartoccio.

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