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Collio Sauvignon Blanc Cicinis 2023

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione:
10/2025


Tipologia: DOC bianco
Vitigni: sauvignon
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ATTEMS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 20 a 25 euro


Anche quest’anno recensiamo con piacere il Collio Sauvignon Blanc Cicinis, della Cantina Attems. I più curiosi potranno leggere, o rileggere, il mio articolo che racconta la storia di questa azienda friulana del Gruppo Frescobaldi. La sede è a Capriva del Friuli (GO), piccolo borgo inserito all’interno di un contesto vitivinicolo tra i più interessanti d’Europa, soprattutto in merito ai vini bianchi. Alludo ovviamente al Collio. Colline affascinanti baciate dal sole e costantemente ventilate dalle brezze della cerchia delle Prealpi Giulie e dal Mare Adriatico.
Quest’anno tocca all’annata 2023. Di seguito le caratteristiche. È iniziato tutto con un gennaio piovoso ed un febbraio asciutto e freddo. L’evoluzione della fine dell’inverno ed inizio primavera è stato favorevole per un germogliamento in linea con la media storica per il Colle di Cicinis. La primavera è stata una stagione caratterizzata da piogge frequenti che hanno particolarmente impegnato lo staff enotecnico. La selezione dei germogli, il mantenimento più prolungato dei sovesci ed una buona ventilazione nelle giornate asciutte, hanno contribuito a mantenere il vigneto in un buono stato sanitario. L’estate è stata calda ma mai torrida, con diversi fenomeni piovosi più o meno intensi che hanno periodicamente reidratato il terreno. La maturazione del Collio Sauvignon ha avuto una netta accelerazione a settembre. Le terrazze più esposte al sole sono state vendemmiate ad inizio mese mentre il grosso della vendemmia è avvenuto a metà.
Vien prodotto mediante l’utilizzo di uve sauvignon blanc allevate a guyot nell’area del Collio, sul colle Cicinis ai piedi del Monte Calvario (Podgora), il cui suolo principale è la cosiddetta ponca di origine marina – tipica del Friuli – la cui composizione risale a milioni di anni fa ed è costituita da arenarie, sabbia e limo, con alternanze di marna. La resa è pari 65 q.li/ha. L’uva viene pressata intera. Il mosto fiore viene lasciato illimpidire con una decantazione statica, per 24-48 ore. Segue quindi la fermentazione alcolica che avviene per il 40% nei serbatoi in cemento a forma d’uovo, esclusivamente dedicati a questo vino, per il 10% in barrique nuove e per il restante 50% in barriques e tonneaux di secondo e terzo passaggio, dove affina sette mesi sulle fecce totali, non svolgendo la fermentazione malolattica.
Il vino mostra buon estratto e una tonalità giallo paglierino con riflessi verdi. Il frutto al naso rivela tutta la sua croccantezza: susina gialla e melone bianco d’inverno, seguiti da kiwi e scorza di limone; pian piano effluvi minerali rendono l’insieme ancor più complesso e sfaccettato. Non potrà che evolvere ancora in futuro. Il sorso è già piuttosto definito, nonostante l’insieme risulti vibrante in termini di freschezza e sapidità; pur tuttavia la morbidezza del vino amplifica il concetto di equilibro. In bocca il suo sapore rimane a lungo e senza alcuna sbavatura o peggio eccessivo alcol percepito; ciò mi convince appieno ad attribuire sin da ora la quinta chiocciola. L’ho abbinato ad un baccalà con patate al vapore e maionese al basilico.

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