Colli di Luni Vermentino Numero Chiuso 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2025
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: LUNAE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 38 a 42 euro
Concludiamo l’approfondimento dedicato all’azienda Lunae mediante un’etichetta tra le più ambiziose della gamma. La cantina di Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, è in mano alla famiglia Bosoni da oltre sessant’anni e ormai da tempo produce un vermentino in purezza, denominato Numero Chiuso, che non teme il lungo affinamento. – Nasce da un’intuizione: ottenere un vino che potesse “dialogare con il tempo”. Un bianco dei Colli di Luni che potesse esprimersi “nella lunga distanza”, oltre la consuetudine di consumarlo ed apprezzarlo solamente attraverso la giovinezza dei suoi frutti – le parole di Diego Bosoni risultano chiare ed inequivocabili.
La complessità di un vino non si ottiene casualmente, ma attraverso l’esperienza e il lavoro in vigna e in cantina. Selezionando dunque le migliori parcelle dei vigneti di famiglia, situate nel territorio dei Colli di Luni e Castelnuovo Magra, e individuando una tipologia di affinamento che possa dare struttura, profondità, senza in alcun modo mascherare l’essenza del varietale.
Viene prodotto soltanto nelle migliori annate e la tiratura è limitata. La 2020, quella che mi appresto a degustare, ha restituito un totale di 3.990 bottiglie. Trattasi di un millesimo tutto sommato regolare, la produzione è stata abbondante e la materia prima di buona qualità.
In cantina si parte da una macerazione a freddo sulle bucce per circa 12 ore, fermentazione a temperatura controllata in vasca d’acciaio, affinamento in botte di rovere da 20 hl per circa un anno e mezzo; dopo l’imbottigliamento riposa in bottiglia per altri 18 mesi.
Dentro al calice ritrovo una trama cromatica giallo paglierino intenso con evidenti riflessi dorati. La consistenza del vino non passa inosservata. Ho apprezzato particolarmente l’evoluzione dei profumi, un bouquet articolato e complesso che spazia con disinvoltura dalla dolcezza del frutto estivo (pesca tabacchiera e albicocca), alla scorza d’agrume candito, spezie dolci – tra cui vaniglia – macchia mediterranea e fiori d’acacia. In chiusura le note salmastre mostrano ancora una volta l’identikit del territorio.
Riguardo l’aspetto gustativo tre cose mi colpiscono subito: sapidità, freschezza e una chiusura ammandorlata che invoglia il sorso successivo. Un vino lunghissimo, privo di sbavature, e dove l’alcol percepito è perfettamente in linea con tutte le altre sensazioni. Motivo che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola.
Rombo al forno con patate, rosmarino e cipollotto gratinato.