Chianti Classico Sacello 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2026
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: ARILLO IN TERRABIANCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 18 a 23 euro
Il primo dei tre vini chiantigiani presentati dalla cantina Arillo in Terrabianca, di proprietà della famiglia Burkard dal 2019, viene prodotto mediante uve allevate a Radda in Chianti, nella parte meridionale dell’omonima UGA (Unità Geografica aggiuntiva) a 410 metri sul livello del mare, esattamente nel borgo di San Fedele a Paterno: un’area tra le più boscose e meno vitate del territorio del Chianti Classico. L’annata 2022 ha avuto un decorso regolare sia in inverno che in primavera; come da qualche anno a questa parte gli eventi piovosi sono stati scarsi e mai significativi. Le viti hanno resistito bene fino alla fine di luglio quando le piogge hanno ristabilito l‘equilibrio idrico dei suoli. La produzione è stata al di sotto della media mentre la qualità ha superato nettamente le aspettative grazie a maturazioni graduali veicolate dalle escursioni termiche tra giorno e notte. Il vino fermenta in acciaio a temperatura controllata, con una breve macerazione sulle bucce (7-10 giorni). Affina in cemento non vetrificato per 6–8 mesi, poi almeno 6 mesi in bottiglia.
Amo i Chianti Classico affinati esclusivamente in acciaio. Rivelano, il più delle volte, tutta la giovialità del frutto e una parte floreale lieve, austera; sono altresì dotati di spiccata bevibilità. Il Sacello 2022 non fa eccezione. Tra il rubino e il granata, buona consistenza e una tonalità calda. Naso fine, sussurrato, tutta la pienezza del frutto maturo che sa di amarena, ma anche cosmesi, alloro e grafite/incenso; in chiusura chiodo di garofano. Un profilo olfattivo arioso e cangiante. Il sorso è ricco di vitalità, succoso, di medio corpo, con una buona percentuale di sapidità; quest’ultima mostra il carattere dei vigneti della tenuta Terrabianca, composti da roccia alberese e argille scistose che si intrecciano sui pendii in file stratificate, alternate qua e là da blocchi di macigno chiantigiano. Lunghezza considerevole e soprattutto totale assenza d’alcol percepito. Vicinissimo alla quinta chiocciola. Rollè di manzo con patate al forno.