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Cerasuolo d’Abruzzo Hedòs 2022

Cerasuolo d'Abruzzo Hedòs 2022 Cantina TolloDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2024


Tipologia: DOC Rosato
Vitigni: montepulciano
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: TOLLO – Cantina Tollo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro


Tra le denominazioni più conosciute in Italia riguardo la categoria dei vini rosati, il Cerasuolo d’Abruzzo è un prodotto in grado di soddisfare i palati più esigenti, per doti di struttura e complessità, e tutti coloro che ricercano semplicemente un calice da accompagnare ad un buon aperitivo. Occorre riconoscere che nel primo caso ci ritroviamo al cospetto della tradizione, della versione “classica”, storica, e al contempo amata dai cosiddetti puristi del genere. Fino a qualche anno fa effettivamente gran parte dei Cerasuolo d’Abruzzo erano facilmente riconoscibili per via del colore, spesso quest’ultimo assumeva toni quasi da vino rosso.
Il montepulciano, vitigno protagonista della DOC sopracitata, è noto per la sua carica di antociani. Nella vinificazione in rosato dunque, anche un brevissimo contatto delle bucce con il mosto era in grado di regalare tonalità importanti. Sto parlando di un chiaretto con intense sfumature violacee, non certo di un rosso porpora pieno, tuttavia i produttori amavano offrire un vino mai banale ed in grado di reggere abbinamenti gastronomici mediamente impegnativi della cucina abruzzese. Con il passare del tempo, un po’ per moda e un po’ per raggiungere fette di mercato che al contrario amano rosati “pallidi” facili e di pronta beva, il Cerasuolo d’Abruzzo ha cambiato in parte il proprio volto. Me ne sono reso conto durante l’ultima anteprima delle Colline Teramane dove ho avuto la possibilità di assaggiarne una decina, forse qualcuno in più.
L’etichetta di Cantina Tollo si colloca a mio avviso a metà strada: pur mantenendo un colore notevole, al naso offre tutta una serie di sfumature aggraziate e piene di vitalità: mela renetta, arancia rossa sanguinella, ciliegia, cipria e un ricordo di ruggine, financo smalto accompagnato da un’eco salmastra. Quest’ultima ritorna anche in bocca per via di un’impronta salina mai sopra le righe. La morbidezza del sorso funge da contraltare rispetto all’acidità che non latita assolutamente; anche l’alcol percepito è ben nascosto nonostante i pochi mesi dall’imbottigliamento e i 14% vol. Un bel rosato insomma che si colloca a metà strada fra la quarta e la quinta chiocciola. Ho abbinato al vino un buon piatto di cozze alla marinara con pomodoro ciliegino.

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