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CASTELLO DI RADDA

logo Castello di RaddaIndirizzo: Località Il Becco 101/A – 53017 Radda in Chianti (SI)
Tel.: +39 0577 738992
Fax: +39 0577 738985
Sito: www.castellodiradda.com
Email: info@castellodiradda.com

laVINIum – 09/2022

Ogni promessa è debito e con questo articolo vado avanti spedito verso il raggiungimento di uno degli obiettivi del 2022: raccontare a 360° l’impegno del Gruppo Agricole Gussalli Beretta. I brand di questa solida Azienda italiana sono: Lo Sparviere in Franciacorta, Castello di Radda tra le colline senesi, ho scritto del loro Vermouth, Orlandi Contucci Ponno ai piedi del Gran Sasso e Fortemasso in Langa, a Monforte d’Alba; ultimo non certo in termini d’importanza Steinhaus in Alto Adige, realtà acquisita nel 2017.

Castello di Radda

Citare un comune come Radda in Chianti (SI), senza parlare dei vini rossi prodotti tra queste colline grazie all’impiego dell’uva sangiovese, equivale ad occuparsi della storia della cucina italiana senza citare Gualtiero Marchesi.
Bando alle ciance: esattamente due anni dopo aver degustato il Vermouth “rosé” sempre a base sangiovese – ulteriore riprova di quanto la Famiglia Gussalli Beretta creda nel potenziale del nobile vitigno toscano – mi accingo a raccontare in maniera più approfondita le peculiarità di un uno tra i comuni più vocati dell’area del Chianti Classico, Radda in Chianti.

Paesaggio con vigneti di Castello di Radda

Il suddetto borgo in provincia di Siena è da sempre connesso alla storia del celebre vino toscano, tuttavia – negli ultimi anni – a causa del continuo aumento delle temperature la sua altimetria ha giocato un ruolo fondamentale.
I vigneti di Castello di Radda per l’appunto si trovano all’interno dell’omonimo comune ad un’altimetria pari a 350 – 450 metri sul livello del mare; a 400 – 450 metri altri appezzamenti raccontano le peculiarità di Gaiole in Chianti (SI), altro borgo incantevole legato indissolubilmente alla storia di questa denominazione, divenuta DOC nel 1967 e DOCG dal 1984. I continui stress idrici, uniti ahimè alle temperature medie annue superiori alla norma, portano i comuni a nord del comprensorio a produrre uve con livelli di acidità più adeguati; i profumi conservano quella finezza ed eleganza tipica del sangiovese e l’equilibrio gustativo del vino è indubbiamente centrato in gran parte dei casi, oltre ad una maggior capacità d’invecchiamento.

I toponimi dei vigneti
I toponimi dei vigneti

A Radda i vigneti, spesso costituiti da sentieri impervi e scoscesi, hanno pendenze rilevanti, suoli argillosi-calcarei ricchi di galestro – tipico di queste zone – tanto scheletro ma poca materia organica; la terra è coriacea, dura, compatta, la vite fa fatica ad arrivare in profondità per cercare nutrimento, tuttavia è proprio questo sforzo ad aumentare la qualità e la complessità della materia prima.

Castello di Radda

Tanti boschi e uliveti rendono il paesaggio incantevole e ricco di biodiversità. Lo stesso identico discorso vale anche per Gaiole, dove le vigne hanno pendenze importanti, circa il 30%, elemento quest’ultimo che ha reso possibile la creazione di dodici terrazzamenti e scarpate. Son ben due le aree in questione: ad est le terrazze sono costituite da scarpate in terra, circa 2 ha di suoli argillosi e calcarei leggermente più profondi, meno ricchi di scheletro e con un contenuto di sostanza organica più alto; il lato ovest è differente e rappresentato dai muretti a secco, 1.7 ha circa in cui i suoli sono argillosi e calcarei, maggiormente ricchi di scheletro calcareo (soprattutto alberese con un basso contenuto di sostanza organica). La vera e propria storia di Castello di Radda nasce nel 2003, data in cui incominciano i lavori di costruzione della cantina su progetto dell’architetto Spartaco Mori.

Castello di Radda

Tante le attività parallele, soprattutto la selezione degli appezzamenti maggiormente vocati su ciascuno dei quali viene identificato un vitigno capace di esprimersi al meglio. La prima vendemmia è datata 2004 e sin dal principio l’obbiettivo è chiaro ed inequivocabile: far brillare la denominazione Chianti Classico sfruttando il solo cavallo di razza in grado di elevarla ai massimi livelli, il sangiovese vinificato in purezza. L’aspetto legato alla diversificazione, in un mercato sempre più esigente, è piuttosto sentito dunque nel 2009 nasce Guss, il cosiddetto Super Tuscan di Castello di Radda, prodotto con l’impiego dalle migliori uve merlot allevate dell’azienda.
L’uva sangiovese, tra i tanti pregi, è nota per l’estrema versatilità soprattutto se vinificato in purezza: nel 2013 viene dunque prodotto per la prima volta il Rosato Toscana IGT e nel 2020 il Vermouth di cui ho già accennato; vino aromatico creato utilizzando oltre all’uva anche piante officinali autoctone. Con l’intento di strizzare l’occhio alla tradizione il 2021 è l’anno in cui viene lanciato sul mercato il primo Vinsanto del Chianti Classico DOC prodotto da Castello di Radda, il suo nome è Occhio di Pernice.

Castello di Radda

Tra i protagonisti indiscussi dello staff di Casa troviamo Maurizio Castelli, assunto nel 2009 in qualità di consulente enologo e tra i massimi esperti italiani di Sangiovese. A sottolineare l’estrema volontà dell’Azienda circa il rispetto dell’ambiente rivolto anche alla tutela della biodiversità, il 2017 segna una data fatidica: tutti i vigneti cominciano la conversione al biologico, parentesi che termina nel 2020 grazie all’ottenimento della certificazione BIO effettiva 100%. In ambito agricolo il Gruppo è orientato verso una produzione che privilegia la qualità sulla quantità, basse rese e interventi manuali sono all’ordine del giorno, gli stessi sono volti a preservare solo il meglio del frutto allevato tra le colline di Gaiole e Radda in Chianti.

Vigne Castello di Radda

Uno studio costante e in continua revisione, dunque a seconda del microclima, della necessità delle piante e del suolo, viene identificato ogni singolo appezzamento e programmato ogni specifico intervento agronomico: dalla concimazione alla potatura, dai diradamenti fogliari a quelli sui grappoli, dall’inerbimento interfilare fino alla vendemmia. Lo sviluppo della pianta non è mai forzato, si cerca di seguire il più possibile il ciclo naturale della stessa, ricercando semmai le condizioni ottimali per raccogliere acini sani, maturi ed equilibrati sotto l’aspetto polifenolico. La zonazione e parcellizzazione dei vigneti è tra le attività più seguite da parte di Castello di Radda, la ricerca del cosiddetto terroir – per dirla alla francese – volta a definire la qualità a partire dal vigneto e tutto ciò che la natura è riuscita a donare allo stesso.
Un’attività che si completa in cantina grazie ad una vinificazione separata dei singoli vigneti e, laddove possibile, delle parcelle di ogni appezzamento. Vedremo nel dettaglio ben tre etichetti distinte di Chianti Classico: il 2019, il Riserva 2016 e infine il Gran Selezione Vigna il Corno 2016. Come sempre sarà un’ottima occasione per raccontare, ancor più nel dettaglio, le mille peculiarità dell’uva sangiovese allevata in una tra le culle d’elezione della splendida Toscana.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Chianti Classico2013da 10 a 15 euro@@@@
Chianti Classico2019da 15 a 18 euro@@@@
Chianti Classico Riserva2016da 22 a 26 euro@@@@
Chianti Classico Gran Selezione Vigna il Corno2016da 35 a 40 euro@@@@@

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