Chianti Classico Riserva 2016
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CASTELLO DI RADDA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 22 a 26 euro
Facciamo un passo avanti e approdiamo al mondo delle Riserve, un mondo complicato il più delle volte; il motivo è presto detto: questa tipologia di etichette è in grado di ingolosire il mercato ma spesso è costituita da vini figli di annate non proprio meritevoli di tale menzione. Tutto ciò non riguarda in alcun modo il millesimo 2016, da annoverare tra i migliori degli ultimi vent’anni, e men che meno la filosofia della Famiglia Gussalli Beretta e di conseguenza quella di Castello di Radda.
Il Chianti Classico Riserva 2016, in questo caso 100% sangiovese, è prodotto con uve allevate tra i filari di Radda in Chianti (SI), esposti a sud – est, sud – ovest a 350 – 400 metri s.l.m. e su terreni di stampo argilloso-calcareo con una buona presenza di scheletro. La vite, per cercare il nutrimento necessario, è costretta ad affondare le proprie radici all’interno del suolo compiendo sforzi non indifferenti, tutto ciò si traduce il più delle volte in complessità e qualità della materia prima. Le rese sono ancor più basse rispetto al vino precedente, 50 q. per ettaro, la vendemmia svolta all’inizio di ottobre è sempre manuale; ad una preliminare selezione dell’uva in vigna ne viene aggiunta una successiva sul tavolo di cernita. La fermentazione avviene in tini di acciaio inox termocondizionati da 50 hl, segue la macerazione delle uve sulle bucce che può durare anche un mese. Successivamente avviene la fermentazione malolattica, per il 20% in legno e per la restante parte in serbatoi di acciaio inox da 30 hl; il 20% della massa affina in tonneaux nuovi di rovere francese, l’80% in tonneaux di secondo passaggio e botti di rovere di Slavonia da 20 hl per la durata di circa 20 mesi. Altri 9 mesi di riposo in bottiglia ed il vino è pronto per la vendita.
Mostra una tonalità calda, profonda, manto rubino vivace con importanti riflessi granata; archetti fitti e regolari a bordo bicchiere. Il suo respiro è inizialmente floreale, intenso di violetta e rosa rossa, ben presto giunge un accento dolce di lampone e arancia rossa appena spremuti; con lenta ossigenazione aumenta la complessità: chiodo di garofano, grafite, pepe bianco, legni nobili che rimandano a sensioni balsamiche di pino mugo ed eucalipto. Da segnalare l’evoluzione a distanza di ore dalla mescita.
In bocca risulta succoso, rimanda fortemente all’acidità dei frutti descritti, il tannino ha grana fine ma al contempo scalpita data la giovane età; un vino che s’attacca con garbo al palato senza in alcun modo saturarlo, al contrario rimane una sensazione piacevolissima di frutti croccanti e spezie. L’ho abbinato personalmente ad un piatto di costolette d’agnello alla piastra sfumate con lo stesso vino. Quattro chiocciole abbondanti.