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Campi Flegrei Falanghina 2018

Campi Flegrei Falanghina 2018 AgnanumDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2020


TipologiaDOC Bianco
Vitigni: falanghina
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: AGNANUM
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Sono convinto da sempre che questo sia il vino che meglio identifica il suo autore, Raffaele Moccia; una Falanghina in purezza, leggera vendemmia tardiva, solo acciaio, che viene prodotta in 14.000 esemplari, credo che da sola superi la somma di tutti o quasi gli altri prodotti aziendali. E il bello è proprio questo, quello che in una situazione diversa rappresenterebbe un vino base, disimpegnato, ottenuto da una produzione piuttosto elevata di uva per pianta, con caratteristiche più o meno uguali ogni anno, qui invece manifesta qualcosa di molto differente. Raffaele crede molto nella sua Falanghina, i suoi micro terrazzamenti su terreni vulcanici non sanno cosa sia l’abbondanza di grappoli per pianta, neanche volendola, troppo poveri, spesso troppo aridi, per cui questo, tutto è fuorché “quel” vino base.
L’annata 2018 è affettuosa, un termine desueto per descrivere un vino, ma in questo caso calza a pennello, poiché accarezza i sensi, li circuisce senza strafare, gradualmente, portandoti ad apprezzarne sequenzialmente le numerose sfumature; non voglio stare qui a elencarle, cercate ognuno di voi di cogliere quello che del bagaglio di odori memorizzati nella vostra vita, vi sembrerà avvicinarsi al meglio a questi splendidi profumi. Pensate, solo 12 gradi alcolici! Tanto frutto, fiori, agrumi, mineralità e una grassezza in bocca che non ti aspetteresti mai da un vino del genere, merito anche della raccolta tardiva; l’acidità è tutta farina del suo sacco, nitida e affilata, al contempo perfettamente integrata nella polpa, rende il sorso incredibilmente gustoso, mentre l’apporto salino ne amplia la già elevata godibilità.
Ecco, di un vino bianco come questo bisognerebbe fare scorta per poterne bere a ogni occasione, non solo nelle stagioni più calde ma anche negli inverni piovosi, accanto a pesci in salsa e verdure, ma io me lo godrei molto volentieri con una pizza al carpaccio di spigola o di polpo, due gioielli culinari di Amalia Costantini, mia àncora di salvezza a Fiano Romano, purtroppo chiusa in questi tempi bui di coronavirus.
Ma non c’è fretta, io so aspettare…

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