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Cabernet Franc Jac 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2025


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet franc
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: QUERCETO DI CASTELLINA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 75 a 85 euro


La famiglia Di Battista, alias Querceto di Castellina, non risulterà nuova ai lettori di Lavinium. Situata tra le colline senesi di Castellina in Chianti, dove vengono prodotti alcuni tra i Sangiovesi migliori della splendida regione Toscana, è un’azienda biologica certificata – a conduzione familiare – che si estende per cinquanta ettari in totale, di cui circa undici vitati nel cuore della Docg Chianti Classico. Ci troviamo al confine con Radda, a pochi chilometri dalla provincia di Firenze.
Questa volta però parliamo di tutt’altro, ovvero di un sogno che il buon Jacopo di Battista, enologo e proprietario dell’azienda insieme alla sua famiglia, ha sempre avuto nel cassetto. “Jac”: un nome semplice ma ricco di significato. Fin da bambino, il nostro protagonista è stato affettuosamente soprannominato così dai suoi amici più intimi. Lo staff della cantina racconta che dopo tanti anni è sembrato naturale dedicare questo nuovo vino al fondatore, celebrando l’essenza della sua identità. Trascorsi cinque anni faticosi, passati in vigna e in cantina, viene lanciato sul mercato il Toscana Cabernet Franc Jac 2021. Il vitigno appena citato, d’origine francese, viene qui allevato e vinificato in purezza.
Nasce a seguito di un’attenta selezione del vigneto denominato “Belvedere” di Querceto di Castellina, a Castellina in Chianti, in provincia di Siena. Jacopo è sempre stato un amante del Cabernet Franc, sin dai primi anni della sua carriera; una passione che nasce e cresce insieme alla sua professione di vignaiolo. L’interesse aumenta esponenzialmente grazie al fatto che riesce ad assaggiarne tantissimi in tutto il mondo. Con il passare degli anni, coadiuvato fin dagli inizi dall’enologa Gioia Cresti, prende sempre più forma l’idea di produrne uno proprio, che potesse esprimersi al meglio nei terreni rocciosi di Querceto di Castellina e soprattutto alle altitudini dei suoi vigneti, tra i 460 e i 510 metri slm. L’etichetta richiama un altro grande amore di Jacopo, quello per le automobili. Dal design particolarmente sobrio e distinto, vuole rendere omaggio all’iconico motore V8, riflettendo la raffinatezza, la potenza e l’equilibrio che egli ricerca nei suoi vini, ivi compreso il Jac ovviamente. “Belvedere” è il vigneto principale della tenuta, dal quale si selezionano anche le uve migliori di sangiovese. Piantato nel 2003, occupa una superficie di circa 6,6 ettari ed è allevato ad alta densità.
Veniamo al vino, figlio di un’annata tutto sommato regolare, dunque lontana anni luce dai picchi di stress idrico – e clima torrido – toccato ad altri millesimi anche recenti. Soltanto 1.100 bottiglie prodotte. Il vino affina 20 mesi in barrique di rovere francese (25% nuove) e un anno in bottiglia prima della messa in vendita. Veste rubino con riflessi porpora – ancora piuttosto vivaci – è fin troppo facile notare che si muove lentamente all’interno del calice. Restio a concedersi, i suoi profumi non sono per nulla sfacciati, esige la giusta ossigenazione. Trascorsi 25 minuti dalla mescita, affiorano ricordi di piccoli frutti rossi – ancora poco maturi – e un accento floreale di viola e tabacco in foglie, ma anche pepe verde, erbe officinali e un curioso accento salmastro. Ne assaggio un sorso e vengo travolto da una freschezza lodevole, accompagnata da una struttura ben bilanciata dove il centro bocca mostra spessore senza intaccare la bevibilità. La chiusura è quasi salata, ennesima riprova che stiamo parlando di terreni particolarmente vocati che conferiscono al vino mineralità e grandi capacità evolutive. Cinque chiocciole. Spezzatino di cinghiale con pepe nero in grani e funghi cardoncelli.

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