Bovale Omphalos 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2024
Tipologia: IGT rosso
Vitigni: bovale
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CANTINA DEL MANDROLISAI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 13 a 18 euro
Arriviamo all’ultima etichetta presentata dalla Cantina del Mandrolisai di Sorgono (NU), la più particolare a mio avviso proprio perché prodotta mediante l’utilizzo, in purezza, di un vitigno autoctono a bacca nera forse meno conosciuto rispetto a tanti altri presenti in Sardegna. Alludo al bovale, o maristeddu in lingua sarda. Una cultivar degna di nota e dal potenziale non indifferente.
Quest’ultima vanta origini piuttosto incerte appartenute probabilmente alla penisola iberica. Inconfutabile, invece, è la sua presenza all’interno dell’isola sin dai tempi antichi. Insieme all’uva cannonau, e al monica, fa parte dell’uvaggio da cui si ottiene il Mandrolisai Doc. Riconoscendone il potenziale, derivato in parte dai terreni da disfacimento granitico e da vigne posizionate in media ed alta collina, l’azienda decide nel 2022 di produrre l’Isola dei Nuraghi Bovale Omphalos.
Rappresenta il frutto di studi specifici orientati alla ricerca delle migliori vigne delle terre del Mandrolisai, dove il vitigno in questione è in grado di restituire il massimo in termini di espressività ed equilibrio; ed essendo allevato e vinificato in purezza non è consentito sbagliare s’intende. L’essenza del varietale mostra il suo volto con la dovuta trasparenza. Conoscendo la poca propensione della cantina di Sorgono in tema di forzature enologiche non potrebbe essere altrimenti. Veniamo al vino, frutto di una vendemmia tradizionale che avviene durante la prima decade di ottobre.
In cantina tutto ha inizio mediante la macerazione con le vinacce, vengono eseguiti due rimontaggi al giorno; il vino affina 6 mesi in botte di rovere prima dell’imbottigliamento. Tinta rubino squillante con unghia violacea, consistenza che non passa inosservata.
Al naso ritrovo un tripudio di frutti di bosco maturi e amarena, cacao, e una lieve nota di vaniglia che si fonde molto bene al comparto floreale; vi è un forte richiamo al geranio selvatico e alla rosa rossa. Con lenta ossigenazione effluvi minerali e una spezia dolce che funge da preludio a ciò che poi effettivamente riscontreremo al palato.
Ne assaggio un sorso e il frutto appare “carnoso”, pieno, pare quasi di morderlo; al contempo la freschezza vivacizza l’insieme donando verticalità gustativa e un finale di bocca slanciato, sapido, privo di qualsivoglia pesantezza. Quattro chiocciole nutrite. Cordula al sugo con piselli. Trattasi di un piatto tipico sardo la cui preparazione prevede l’utilizzo delle interiora di agnello o capretto.