Bolgheri Rosso Adèo 2021
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon 60%, merlot 40%
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CAMPO ALLA SUGHERA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 22 a 27 euro
Per me che conosco questo vino dai suoi albori, fa un certo effetto vedere che nel 2003 (annata calda per tutta l’estate) la gradazione alcolica dell’Adèo era del 13%, mentre nel 2021 è arrivata al 14,5%.
Cosa è cambiato? Sicuramente il clima ha preso una strada di non ritorno nella quale la siccità sta diventando il problema numero uno, l’assenza di piogge per lunghi periodi è fenomeno più recente rispetto alle stagioni calde. Questo significa certamente stress per le piante, necessità di abbassarne la produzione d’uva, rivedere la potatura fogliare, ragionare sul fatto se abbia ancora un senso avere numeri elevati di ceppi per ettaro (i vigneti di Campo alla Sughera sono stati impostati con 9.500 piante/Ha).
Indubbiamente trent’anni fa defogliare, diminuire le rese, aumentare il numero di piante per ettaro, era utile, perché si otteneva veramente una qualità superiore; oggi però caldo e siccità stanno portando le viti a fermarsi per non rischiare di morire, non portano a maturazione le uve, semmai il sole le cuoce, ma all’interno dell’acino gli equilibri vanno perduti. Forse, mai come in questo periodo, l’agronomo è divenuto più importante dell’enologo…
In ogni caso gli elementi in gioco sono un’infinità e, non essendo affatto un tecnico, non intendo addentrarmi in un tema che conosco molto poco, mi limito a osservare gli effetti più evidenti, come la sempre più frequente perdita di profumi primari, soprattutto nei vini bianchi, o la sensazione di frutto molto maturo nei rossi, per dire le cose più evidenti che mi vengono in mente.
Certo, nel 2003, a Campo alla Sughera le viti erano molto più giovani, dopo quasi vent’anni è probabile che le radici siano arrivate abbastanza in profondità da riuscire a trovare quantomeno l’umidità e il nutrimento necessari per portare a termine il loro compito, rimane il fatto che le gradazioni elevate nei vini siano sempre più un problema; oggi, alla gradazione che avevano gli Amarone vent’anni fa, ci arriva anche un Verdicchio, provate a bere d’estate un bianco da 15,5 gradi alcolici!
Allora, visto che la dealcolizzazione non sembra una strada percorribile se si vuole mantenere la qualità e le caratteristiche del vino, qualcosa si dovrà per forza rivedere.
Detto questo, il vino non è solo alcol, quindi veniamo all’Adèo, frutto di assemblaggio fra cabernet sauvignon e merlot, classe 2021, un anno in barrique.
Intanto colpisce per il colore rubino non concentrato, segno che comunque non si va più in quella direzione, il bouquet è sorprendentemente “gentile”, non spara, non emana calore, ma c’è la rosa e la magnolia yulan! Il frutto non è affatto “cotto” ma fresco, dà l’idea di succosità, di lampone, mirtillo, prugna, ciliegia di Vignola; sotto inizia a fare capoccella una delicata speziatura, note balsamiche, un’aria fresca, piacevole.
Ecco, al palato magari è meno facile nascondere l’alcol, ma qui direi che c’è una mano saggia, che è riuscita a compenetrarlo al frutto senza togliergli la freschezza e croccantezza, il sorso non è pesante e il risultato, grazie anche a un tannino davvero ben calibrato, è davvero notevole.
Un vino a mio avviso riuscito, un bel rosso di classe che sa farsi apprezzare e, visto che il caldo estivo è arrivato, se non volete rinunciare alla carne provatelo con un controfiletto di vitello con cappelle di porcini, un piatto estivo comunque succulento e di buona intensità se arricchito di odori come cipolla, aglio, rosmarino, sedano (rinfrescante) e carote. Vicino alla quinta chiocciola.