Bianco Mantica 2023
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2024
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: souvignier gris, johanniter, bronner
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: DENNIS BORCHIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 22 a 28 euro
Il Mantica nasce già come vino da varietà resistenti, in questo caso sono tre, allevate a guyot e alberello, le uve vengono torchiate manualmente e fatte fermentare una parte in acciaio e una parte in tonneaux da 350 l. di rovere francese (in parte usati e in parte nuovi). Ogni varietà segue un percorso indipendente, rimanendo a contatto con le proprie fecce fino all’assemblaggio prima dell’imbottigliamento.

La varietà Souvigner gris è stata ottenuta nel 1983 da Norbert Becker per conto dell’Istituto Statale per la viticoltura di Friburgo, inscritta nel Registro nazionale delle varietà di vite nel 2014 su richiesta di Piwi International e Provincia autonoma di Bolzano. Si difende molto bene agli attacchi di oidio, peronospora e botrite.

Risale al 1968 l’anno di creazione del Johanniter, ad opera di Johanness Zimmermann per conto dell’Istituto Statale per la viticoltura di Friburgo; ci sono voluti 45 anni per arrivare al 2013, in cui è stata inserita nel Registro Nazionale su proposta dell’Istituto Agrario S. Michele all’Adige. Anch’essa resiste bene a oidio, peronospora e botrite, ma ha un profilo aromatico diverso, che richiama in parte quello di Pinot grigio e Riesling.

Ancora una volta è stato Norbert Becker, nel 1975, a ottenere una nuova varietà piwi, in questo caso parliamo del Bronner, resistente a oidio e peronospora, con un profilo sensoriale che prende alcuni aspetti di Riesling, Sauvignon e Chardonnay. È stato iscritto nel Registro Nazionale delle varietà di vite nel 2009 su richiesta della Provincia Autonoma di Bolzano.

Mantica era l’arte della divinazione nel mondo antico, gli stoici concepivano l’accadere come preordinato dalla divina provvidenza, pertanto attraverso la mantica consideravano il futuro come prevedibile, in base agli indizi contenuti nel presente.
Nel calice il vino presenta un colore giallo paglierino vivace, mentre l’impatto olfattivo genera una serie di sensazioni molto piacevoli, non si fatica a percepire una nota di miele frammista a un impianto floreale e fruttato davvero ampio, dove emergono mandarino giallo, lime, nespola su una base fortemente minerale, segno che queste varietà si sono acclimatate alla perfezione, restituendo un sorso pieno, salino, freschissimo, intenso e di ottima persistenza. Quattro chiocciole abbondanti.