Bianco dei Dioscuri 2008
Degustatore: Chiara Pugina
Valutazione: @@
Data degustazione: 07/2009
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: bellone
Titolo alcolometrico: 12 %
Produttore: CINCINNATO – Cooperativa Agricola Cincinnato
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro
Vitigni: bellone
Titolo alcolometrico: 12 %
Produttore: CINCINNATO – Cooperativa Agricola Cincinnato
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: fino a 5,00 euro
Devo ammettere che, negli anni passati, ogni volta che in caso di necessità mi fermavo davanti ad uno scaffale dei vini di un supermercato il mio pensiero riguardo la scelta di una bottiglia da acquistare era sufficientemente prevenuto e sconfortato. Immancabili le solite improbabili bottiglie dalle forme “bizzarre” di varia provenienza e un’ampia selezione con vari formati dei vini della mia regione, il Lazio, che però non sempre incontravano il mio gusto che, fin da allora, tentavo faticosamente di affinare in qualità di appassionata e aspirante sommelière! Questa volta, invece, la scelta di un vino laziale è stata voluta. Perché di fatto oggi sono molte le aziende locali qualitativamente cresciute, valide e affermate che riservano comunque alla grande distribuzione la maggior parte dei loro prodotti. Tra i tanti, sono stata attratta dal nome evocativo di antichi miti: il Bianco dei Dioscuri, in onore a Castore e Polluce, i cui resti del tempio ad essi dedicato arricchiscono il patrimonio archeologico della zona di produzione. In retro etichetta leggo che viene imbottigliato dalla Cantina Cincinnato. La conosco di nome anche perché rientra in diverse guide di riferimento, ma, non avendo avuto occasione di approfondire prima d’ora, per saperne di più mi affido al sito internet segnalato tra le varie informazioni. È una grande cantina moderna e tecnologicamente avanzata alle pendici di Cori, distante circa 50 km a sud di Roma. Tra i suoi soci figurano anche aziende certificate che seguono metodi biologici ed inoltre è impegnata nel recupero di due vitigni autoctoni, il Nero Buono e il Bellone. Proprio quest’ultimo è il vitigno utilizzato in purezza per il Bianco dei Dioscuri e viene vinificato totalmente in acciaio per lasciarne invariati i suoi profumi delicati. La delicatezza è appunto il filo conduttore della mia analisi organolettica, dal paglierino tenue trasparente e luminoso del colore, agli aromi non particolarmente intensi e complessi ma molto gradevoli, floreali di roselline con un accenno agrumato di fiori d’arancio. Timida anche la nota fruttata di pesca a polpa bianca seguita dal un lieve risvolto vegetale. Appena più evidente emerge la mineralità certamente dovuta al territorio lavico dove sono impiantati i filari del Bellone. Anche in bocca i toni sono misurati, spicca l’acidità in un corpo di buona struttura ma pur sempre leggera, in linea anche la sapidità e coerenti i ritorni gustativi legati alla mineralità sopra citata. Chiude gradevolmente una nota ammandorlata per un finale che invita al secondo sorso. Sarà per la sua discrezione, per il suo prezzo di acquisto di soli 3,79€ (al Dì per Dì della GS), o anche perché ha accompagnato un piatto casalingo di spaghetti alle vongole con poche interferenze gustative, che il risultato è stato piacevole al punto da meritarsi il punteggio più alto delle due chiocciole e sfiorare la terza.