Barbera d’Asti Vespa 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 11 a 15 euro
L’approfondimento di sei etichette all’insegna dei vini di Cascina Castlèt inizia con un’immagine ricca di storia, tradizione, nostalgia se vogliamo. – Una foto di famiglia sulla mitica Vespa, un simbolo degli anni ’50, quelli della rinascita. Un’immagine serena che mette in risalto i valori e la semplicità della conduzione familiare nelle nostre terre. Occhi di bimbe che guardano, colmi di speranza, al futuro oggi raggiunto. – queste le parole di Mariuccia Borio, titolare della Cantina di Costigliole d’Asti (AT).
A rendere concreta quest’immagine tutta la schiettezza della barbera, vitigno dal carattere squisitamente piemontese. Cultivar in grado di stupire con vini “tridimensionali” in quanto a potenzialità, e al contempo risultare il vino di tutti i giorni, da pasto, del popolo; quello descritto magnificamente da Mario Soldati e Cesare Pavese nei loro racconti. Viene allevato in svariati appezzamenti attorno alla sede aziendale, ogni ettaro ha una densità di impianto di circa 5.000 ceppi, con una produzione media di 85-90 quintali di uva, pari a 60-62 ettolitri di vino.
La vendemmia viene effettuata nella prima metà di ottobre con selezione in vigna. Segue la fermentazione del mosto a contatto con le bucce, la stessa si protrae per circa 6/7 giorni a temperatura controllata. Frequenti rimontaggi, svinatura e fermentazione malolattica. Qualche mese di riposo in acciaio e bottiglia prima della messa in vendita. Un bel rubino acceso con riflessi violacei e tutta la giovialità del Barbera nell’accezione nobile del termine. Chiunque voglia conoscere questo straordinario vitigno è da qui che deve partire, dalle basi, dalla sua essenza scevra da inutili orpelli; gli stessi che spesso l’hanno portata a perdere la sua vera identità, e la colpa non è certo del vitigno semmai dell’uomo.
Il naso è la quintessenza dei profumi di cantina, della viola e ciliegia matura, pepe nero e liquirizia, ancora tanti fiori/spezie tra cui geranio selvatico e chiodo di garofano; il finale richiama note di cosmesi. Sorso “elettrizzante” tra guizzi sapidi e una freschezza che richiama i frutti descritti, vivi e spigliati. Sembra scontato dirlo ma è un vino buono, viene voglia di berlo e riberlo.
Quattro chiocciole, l’ho abbinato ad un piatto di gnocchi al ragù.