Amarone della Valpolicella Classico Campo Inferi Riserva 2016
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2026
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: corvina 70%, rondinella 25%, corvinone 5%
Titolo alcolometrico: 17%
Produttore: BRUNELLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 60 a 70 euro
Le mode sono un problema, non siamo mai noi a determinarle veramente ma è l’inevitabile ciclicità delle cose. Perché dico questo? Vi sarete accorti girando per negozi di abbigliamento che ogni anno “va di moda” un colore diverso o uno stile diverso di pantalone, giacca, gonna ecc., lo abbiamo scelto noi? No, ci viene proposto, anzi direi quasi imposto, come una novità, qualcosa che “tira”, ripeto non lo abbiamo deciso noi, ma inevitabilmente lo vedremo in circolazione.
Succede anche con il vino. Oggi parlare di Amarone della Valpolicella per molti è quasi un’eresia, dopo anni in cui sembrava non se ne potesse fare a meno, che fosse uno dei più grandi vini italiani, appare quasi caduto in disgrazia. Troppo alcolico, poi la tecnica produttiva non è in linea con la nuova concezione di vino, che vuole nel calice l’humus del terreno da cui proviene, tensione e non opulenza, profondità senza pesantezza, bevibilità, digeribilità e via di questo passo.
Un Amarone, essendo ottenuto da appassimento delle uve, fatica fortemente a rientrare in questa categoria, quindi è destinato a morire? Io spero di no, sia per ragioni storiche, sia perché ce ne sono di davvero ottimi, semmai si dovrebbe lavorare sul recupero del Valpolicella Classico, un vino che per decenni è rimasto ai margini a causa di un mercato che chiedeva a squarciagola l’Amarone, ma questa è un’altra storia.
Il Campo Inferi Riserva 2016 di Luigi Brunelli, uscito qualche anno fa, è uno dei testimoni della qualità a cui ho accennato prima, è un vino ovviamente alcolico ma perfettamente bilanciato da una materia armonica, intensa, direi avviluppante, che lo rende necessariamente più un vino da meditazione, o da abbinare a stufati, stracotti e brasati, quindi per le grandi occasioni, per i momenti condivisi. I profumi di menta, cacao, grafite, composta di amarene, liquirizia, tabacco, chiodo di garofano, lasciano un segno profondo e ti spingono all’assaggio, che mostra vivacità, non è sfrontata dolcezza ma nerbo deciso e pregnante, nel sorso c’è tutto un mondo che riporta a quei grappoli d’uva essiccata sui graticci, un vino che ha una sua ragione di esistere e che può essere apprezzato da chi non si lascia influenzare troppo dalle mode.