Cantina Girlan: tre diversi modi di raccontare il Pinot Noir

Dopo avervi raccontato ampiamente della storia di Cantina Girlan, desidero entrare nel merito del suo Pinot Noir, ho avuto modo di degustare tre distinte etichette che raccontano l’impegno dell’azienda di Cornaiano nei confronti del sopracitato vitigno, di seguito le mie considerazioni.

Südtirol – Alto Adige Pinot Noir Patricia 2019
Tre distinte sottozone caratterizzano la produzione del Patricia 2019: Girlan, Mazzon e Pinzon. La fusione degli elementi, derivati soprattutto dalla matrice del terreno e dall’esposizione, contribuisce ogni anno a creare un vino già piuttosto equilibrato a pochi mesi dall’imbottigliamento per poi guadagnare pian piano complessità con un moderato riposo in cantina.
Le vigne si collocano ad un’altimetria compresa tra i 380 e 530 metri s.l.m, troviamo da un lato depositi morenici su roccia porfirica vulcanica e dall’altro terreni calcarei argillosi esposti ad ovest. Resa pari a 56 hl/ha, vendemmia manuale, fermentazione di 12-15 giorni in tini d’acciaio inox; svolta la malolattica il vino affina 12 mesi in grandi botti di rovere (50 hl) e 6 mesi in bottiglia prima della vendita.
Rubino intenso reso accattivante da nuances color lampone, media consistenza. Il frutto ben maturo in evidenza rimanda alla ciliegia al ribes nero, spunti di pepe nero tra un dolce ricordo di liquirizia, mentolo, violetta e terriccio bagnato.
In bocca convince per profondità e sinergia tra parti sapide ed acide, le ultime in netto vantaggio in questa fase; coerenza di toni fruttati e un finale goloso e dal tannino dolce. Perfetto su un piatto di canederli con speck ripassati in padella con burro d’alpeggio.

Südtirol – Alto Adige Pinot Noir Riserva Flora 2019
Caratteristiche pressoché identiche al Patricia, in questo caso il Flora 2019 è una Riserva e nasce da rese ancor più basse, 45 hl/ha, la fermentazione si protrae per 20-22 giorni; eseguita la malolattica affina per 12 mesi in barrique (70% della massa) e piccole botti di legno da 12 hl. (30%). Prima della vendita riposa in bottiglia per sei mesi. Rubino caldo, tonalità profonda e riflessi granata; estratto ancor più significativo.
Il frutto appare protagonista, dolce, anche se la parte speziata – e leggermente tostata – in questa prima fase lo rende ancora non del tutto espressivo, il tempo gioverà a creare insieme, equilibrio. In sequenza: amarena, lampone, grafite, pepe nero e chiodo di garofano; notevole il finale che rimanda alle erbe alpine, alla china.
Il sorso risulta energico, succoso, alcol ben gestito nonostante i 14% vol., la morbidezza di fondo è ravvivata qua e là da una buona spalla acida e un finale nettamente sapido, garanzia inequivocabile di longevità. Stinco di maiale brasato al Pinot Nero con purè di patate, abbinamento dovuto.

Südtirol – Alto Adige Pinot Noir Riserva Trattmann 2018
Il Trattmann di Girlan, ormai da anni, è considerato uno dei punti di riferimento per quanto concerne il Pinot Nero altoatesino; rappresenta inoltre un saggio delle potenzialità del territorio circoscritto alla piccola frazione sopra Egna chiamata Mazzon in provincia di Bolzano. Universalmente considerato cru a tutti gli effetti, questo territorio gode di un ambiente pedoclimatico molto particolare: altitudine, origine dei suoli, brezze fresche che soffiano dalle montagne e al contempo giornate molto soleggiate.
Gran parte delle uve della Cantina vengono allevate sui pendii di Mazzon – per l’appunto all’interno del Maso Trattmann – a circa 400 metri sul livello del mare, su terreni argillosi contenenti limo con detriti derivanti dal disfacimento della roccia calcarea. Le uve restanti provengono dalla zona di Pinzon, poco distante da Mazzon, e da Cornaiano dove ha sede la Cantina. Le rese riguardanti quest’etichetta sono davvero basse, la selezione è d’obbligo, stiamo parlando di 38 hl/ha. L’annata 2018 in Alto Adige è stata caratterizzata da una vendemmia anticipata, a fine settembre quasi tutte le uve si trovavano già in cantina e con livelli di acidità adeguati, tanto che tuttora si parla di annata eccellente soprattutto per i vini rossi. Fermentazione sulle bocce che va dai 20 ai 24 giorni, dopo la malolattica affina 12 mesi in grandi botti di rovere (12 hl) e barrique; segue ulteriore riposo di 8 mesi in botte grande (70 hl) e altri 6 mesi in bottiglia prima della vendita.
Rubino scarico con evidenti riflessi granata, tonalità calda e buon estratto. Al naso la componente fruttata risulta suadente, tuttavia lontana dalle classiche note di confettura; dunque amarena, more rosse, mirtilli neri su una coltre speziato-balsamica di buon pregio e legata al territorio d’origine. Con lenta ossigenazione emergono ricordi di pepe nero, rosolio, chiodo di garofano, grafite e pietra polverizzata; i toni divengono via via più gentili – e ben fusi tra loro – a 24 ore dalla mescita, opportunamente tappato s’intende.
In bocca prevale l’equilibrio nonostante la giovane età del vino, la componente tannica e ben fusa alla densità del vino, ravvivata da una vibrante freschezza in un crescendo di sapidità che mostra l’enorme potenziale del territorio di Mazzon; scontato dirlo ma il Trattmann è un vino che non ha certo paura di invecchiare. L’ho abbinato ad un Gulasch di manzo, ricetta d’origine ungherese tuttavia presente in gran parte dei ristoranti altoatesini tanto da essere considerato un piatto tipico della regione.
Andrea Li Calzi




