Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024: i due “cugini” si raccontano nel calice

Le virgolette sono d’obbligo, perché Chianti e Morellino hanno molte più differenze che cose in comune (stesso vitigno, stessa regione, ambedue DOCG), ma da anni si presentano insieme durante le consuete Anteprime Toscane. Il Chianti si estende su un vasto territorio che coinvolge le province di Siena, Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Arezzo, con all’attivo oltre 3.600 produttori, 15.500 ettari di vigneto, una media di oltre 800.000 ettolitri annui e da 90 a 110 milioni di bottiglie. Proprio in virtù delle sue dimensioni e diversità, comprende 7 sottozone: Colli Fiorentini, Rufina, Montalbano, Montespertoli, Colli Senesi, Colli Aretini e Colline Pisane.
Dal punto di vista geologico il territorio del Chianti, per la sua vastità, può essere suddiviso in quattro sistemi, in ordine di età di formazione decrescente: le dorsali preappenniniche mioeoceniche, le colline plioceniche, la conca intermontana del Valdarno Superiore con i depositi pleistocenici, e i depositi alluvionali. L’altitudine dei terreni collinari coltivati a vite è compresa mediamente fra i 200 e i 400 m. s.l.m. con giacitura e orientamento adatti. Le tipologie di terreno vanno dall’argilloso ad argilloso con presenza di scheletro, da quello a medio impasto fino al sabbioso. Di regola, sono terreni con media fertilità, con giacitura dal collinare dolce al collinare accentuato, per arrivare a terreni che necessitano di sistemazioni più estreme come i terrazzamenti.

Il Morellino di Scansano ha dimensioni decisamente più modeste e si colloca all’interno dell’area sud-ovest della provincia di Grosseto: 65.000 ettari di cui 1.500 vitati, circa 340 tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori e una produzione media annua di oltre 9 milioni di bottiglie.
Il territorio è caratterizzato da rilievi collinari che hanno prevalenza su altipiani di limitata estensione. I rilievi maggiori sono nella parte nord del comprensorio e costituiscono il crinale principale di spartiacque dei bacini Ombrone ed Osa-Albegna. L’altitudine media è di 250 metri s.l.m., limitandosi in alcune zone marginali delle aree più basse ai 30 – 40 metri. L’altitudine massima è di 566 metri s.l.m.
Da Poggioferro a Scansano la giacitura del terreno, degradando verso il litorale Tirreno, a parte il rilievo di Montebottigli, diventa sempre meno accidentata e tormentata fino a terminare con alture di scarso rilievo o pianure mediamente ondulate.
La geologia della zona mostra caratteri di maggiore uniformità nel settore occidentale dove prevalgono rilievi arenacei di tipo macigno o pietraforte, mentre nella parte orientale, in corrispondenza delle formazioni calcaree e argilloscistose appare più articolato e tormentato.
I suoli sono a tessitura franco-limosa o franco-sabbiosa nella parte occidentale derivata dal macigno, dove la reazione è generalmente sub-acida ad alcalina, mentre sono a tessitura francoargillosa a franco-limosa nella parte orientale derivata dalle formazioni calcaree dove la reazione è tendenzialmente alcalina. I suoli sono in generale non molto profondi, con un substrato roccioso in vari casi affiorante.
L’annata presentata lo scorso 18 febbraio presso la Fortezza da Basso di Firenze era la 2023, millesimo che, come molti sapranno, ha creato non poche difficoltà in gran parte dello Stivale, costringendo molte aziende a produrre un numero di bottiglie decisamente inferiore allo standard, a causa delle numerose malattie che hanno coinvolto le viti, prima fra tutte la peronospora.

Ciò nonostante, la qualità ottenuta è stata mediamente più che soddisfacente, segno che comunque si è lavorato per portare in cantina la migliore uva possibile. I vini più convincenti sono arrivati dal Chianti annata, ma c’è da dire che le sottozone escono mediamente più tardi, infatti i 2023 erano davvero pochi, mentre Superiore, Rufina (molte cose interessanti da tutte e due le tipologie) e Colli Fiorentini sono 2022, le Riserve 2021.
Dal lato Morellino risultati un po’ altalenanti ma mediamente superiori e più convincenti, grazie anche a un approccio generalmente più libero ed espressivo.
LA DEGUSTAZIONE (una selezione dei più interessanti)
CHIANTI 2023
Castello di Gabbiano – piccoli frutti, viola, arioso, piacevolmente balsamico; al palato si sente tutta la sua giovinezza, la materia è fresca, c’è slancio, il tannino deve integrarsi, sicuramente migliorerà perché la qualità è indubbia.
Castello di Oliveto – frutto intenso ma leggermente scomposto, ciliegia, visciola; in bocca ha buona succosità, certamente giovane ma sembra poter sviluppare positivamente, il tannino non è invadente e il finale piacevole.
Conte Guicciardini – Castello di Poppiano – naso fine, piccoli frutti, slanci floreali di rosa, ciliegia, sfumature agrumate; il sorso è fresco e invitante, lo sviluppo ha ancora qualche scissione tra acidità e polpa, c’è qualcosa sfumatura vegetale che lascia supporre una raccolta leggermente anticipata.
“Santa Caterina” – Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa – trama olfattiva inizialmente restia, poi si apre alla ciliegia matura, alla melagrana e alla susina rossa; in bocca ha tannino un po’ crudo, ma una viva freschezza, polpa fine e corredata di qualche slancio di erbe aromatiche.
Fattoria Lavacchio – naso definito, piacevole, con un bel frutto tornito, mentre all’assaggio è succoso e fresco, anche se c’è ancora il freno a mano tirato sul finale e qualche sfumatura verde.
“I Sodi del Paretaio” – Badia di Morrona – naso coerente e piacevole, buona espressione di frutto, ciliegia, lampone; bocca piacevole, buona succosità, molto classico, nello stile aziendale.
“Antiche Vie” – Beconcini – viola, leggera rosa, buona espressione di ciliegia; in bocca è fresco, ottima verve e sincerità espressiva.
Fattoria Poggio Alloro – gradevole, con un bel frutto, ciliegia ben espressa, anche lampone; bocca coerente, molto piacevole, c’è un bel respiro, l’acidità è ancora scomposta ma le premesse giuste ci sono e il sorso non manca di slancio.
Fattoria Uccelliera – frutto leggermente più scuro, prugna, ciliegia netta, carnoso, in bocca ha freschezza, frutto che ritorna senza difficoltà, qui l’acidità è ben integrata, persegue con successo il profilo dell’eleganza rendendo davvero godibile il sorso.
Fonti Uno e Due – Le Fonti – naso un po’ scuro, più mora che ciliegia, al palato ha carne, consistenza, succo, freschezza, un vino completo, pieno, che già ora riesce ad avere equilibrio, complimenti.
“Nu” – Poggio del Moro – bouquet di ottima finezza, non solo fiori e frutti ma anche cenni balsamici e di erbe aromatiche; al palato è coerente, fresco, misurato, in buon equilibrio, molto elegante, uno dei migliori.
“Le Rancole” – Poggiotondo di Lorenzo Massart – una ciliegia didattica si affaccia subito all’olfatto, accompagnata da suadenti sfumature di origano; in bocca ha buon ritorno fruttato, acidità ben integrata e tannino di ottima misura, finale pulito e persistente.
“Biskero” – Salcheto – si libera poco alla volta, esprime una buona ciliegia, in bocca ha buona definizione, c’è carne, giusta maturità, non freschissimo ma ben fatto.

CHIANTI COLLI ARETINI 2023
Mannucci Droandi – unico vino di questa sottozona, che non ho trovato particolarmente riuscito, ha colore rubino melanzana, concentrato, naso di mora, mirtillo, prugna, sorso dal timbro molto estrattivo, denso, con tannino fitto, piuttosto faticoso.
CHIANTI COLLI SENESI 2023
Palagetto – parte con note di menta e prugna, palato ancora difficile, in tensione, si sente che deve fare bottiglia, non manca di energia e buona finezza ma è ancora davvero troppo giovane e impetuoso.
“Torri” – Pietraserena – naso che punta su un frutto maturo, ciliegia, mora, prugna, anche in bocca ha lo stesso profilo, l’acidità è ancora leggermente fuori registro, c’è presa tannica ma sono tutti peccati di gioventù.
CHIANTI MONTALBANO 2023
Tenuta di Artimino – naso di fragolina di bosco e ciliegia matura, erbe aromatiche, non ancora preciso ma promettente; all’assaggio ha buona freschezza, forse un po’ troppo “indirizzato”, ma si lascia comunque apprezzare.
CHIANTI COLLI FIORENTINI 2022
Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa – abbastanza fine, buona espressione fruttata, leggera vaniglia; bocca coerente, buona freschezza, abbastanza equilibrato e convincente.
Fattoria San Michele a Torri – bella espressione floreale, rosa, magnolia, viola, ciclamino; bocca piacevole, fresca, fruttata, vino corretto e molto gradevole, fine.
“Sorrettole” – La Querce – scuro, prugna, mora, mirtillo; bocca un po’ scomposta, c’è materia, una certa profondità, lunghezza, frutto composito e pieno, sviluppo in progressione.
Lanciola – naso fine, piccoli frutti, cenni floreali, bocca fresca, succosa, tannino abbastanza risolto, deve ancora digerire il legno ma non farà fatica.
CHIANTI MONTESPERTOLI 2022
“Terre di Bracciatica” – Podere dell’Anselmo – un altro caso bisognoso di assestamento, soprattutto sul piano olfattivo, ma si percepisce una materia di qualità e un frutto maturo il giusto, non manca di spinta nel finale.
CHIANTI RUFINA 2022
Colognole – un bel frutto vivo, ciliegia piena, lampone maturo, balsamico, al palato ha giusta freschezza, buona polpa, succoso, fine, stimolante.
“San Giuliano” – Marchesi Gondi – stile molto riconoscibile, un tocco appena internazionale su una base comunque solida ed espressiva, vanta una bella vena balsamica e un frutto tornito, tannino ben gestito e finale coerente e di buona profondità.
Villa Travignoli – bouquet che si schiude poco alla volta, frutto maturo, ciliegia e prugna, vena balsamica; in bocca ha corpo, freschezza, profilo appena austero, ha un bello slancio nel finale.
CHIANTI SUPERIORE 2022
Castello del Trebbio – naso leggermente boisé, poi si apre alle erbe aromatiche, resina, frutto delicato; al palato è un po’ contratto, asciuga, sebbene non manchi di una certa finezza, molto giovane.
“Sinopie” – Colognole – naso di buona definizione, bel frutto piacevole, anche floreale; bocca coerente, buona freschezza, leggermente tirato ma di ottima fattura, c’è succo, note di liquirizia dolce, elegante, finale lungo e persistente.
“Casalini” – Fattoria Fibbiano – si apre poco alla volta, frutto maturo, leggero legno ma non esagerato, in bocca è carnoso, sapido, freschezza ben integrata, anche balsamico, speziatura fine, materia sufficiente per equilibrare il tutto, il risultato è notevole e convincente.
Fattoria Uccelliera – trama olfattiva leggermente matura, frutto tornito, ciliegia, anche un po’ di mora; ritrovo al palato la stessa impronta espressiva, buona freschezza, non elegante come il precedente ma di buona stoffa, tannino ben integrato, finale che ricorda la liquirizia.
Poggio del Moro – legno presente ma ben gestito, frutto tornito e piacevole, erbe aromatiche, in bocca è leggermente austero ma di buona fattura, balsamico, buon allungo sapido, finale che meriterebbe un po’ più di spinta fresca.
CHIANTI RISERVA 2021
Beconcini – naso ancora un po’ boisé, balsamico, speziatura dolce; bocca abbastanza fresca, ha buona spinta, sapido, finale appena teso ma di ben nerbo.
Castello di Oliveto – trama olfattiva dove spiccano le erbe aromatiche e una speziatura fine, buona espressione di frutto; vivo in bocca, balsamico, fresco, sapido, piacevole, appena contratto nel finale ma ha carattere.
“La Leccia” – Fattoria La Leccia – naso inizialmente un po’ incerto, fiori in parte secchi, poi si pulisce, diventa un floreale più fresco, c’è anche la ciliegia e un guizzo di mirto; in bocca ha freschezza, buona balsamicità, tannino ben integrato, finale ancora tirato, astringente, peccato.
“Campo alle Ginestre” – Fattoria Poggio Capponi – buona espressione di frutto, legno ben dosato, in bocca però è meno aperto e preciso, ha qualche resistenza, tensione, alcuni aspetti positivi nel frutto nitido e gradevole, nel complesso è interessante e può migliorare nel tempo.
“Cosmus” – Piandaccoli – naso intrigante, un gioco di fiori e spezie con nel cuore il frutto; in bocca ha freschezza, legno ben dosato, espressivo e intenso, convincente, di carattere.
“Bludivigna” – Poggio Mori – trama olfattiva gradevole, ciliegia, lampone maturo, anche floreale, balsamico, bella dinamica; al palato ha slancio, il legno non disturba, una riserva che non punta sulla materia ma sulla piacevolezza, anche se questo la penalizza leggermente nel finale appena asciugante.
CHIANTI COLLI FIORENTINI RISERVA 2021
“Vigna La Quercia” – Castelvecchio in San Casciano Val di Pesa – naso inizialmente faticoso, poi si apre e riporta il frutto maturo e una speziatura dolce, in bocca il legno è ancora piuttosto marcato, ne risente il frutto che appare dolce e maturo, un po’ più di freschezza sarebbe stata utile a stemperare qualche appesantimento.
“La Torretta” – La Querce – prugna e ciliegia frammiste a toni boisé; anche al palato si sente che deve affinarsi, al momento è un po’ statico, frenato, in questo l’annata non aiuta, è una di quelle che si assesteranno nel tempo.
CHIANTI MONTESPERTOLI RISERVA 2021
Casa di Monte – naso con un frutto scuro, prugna, mora, leggero balsamico da legno, carruba; anche in bocca si sente ma è accompagnato da un frutto più vivo, ciò nonostante non ce la fa ancora a liberarsene.
CHIANTI RUFINA RISERVA 2021
“del Don” – Colognole – naso balsamico, frutto gradevole, in bocca ha spessore, buona freschezza, frutto piacevole e tornito, tannino ben integrato, vino con buone basi per un futuro molto stimolante.
“Pian dei Sorbi” – Marchesi Gondi – naso più raffinato, il legno c’è ma non altera le componenti del vino, anche in bocca riesce a trovare un certo equilibrio, per ora è giovane e deve assestarsi, del resto, come ho già detto in precedenza, la 2021 è un’annata che ha bisogno di tempo per equilibrarsi.

MORELLINO DI SCANSANO 2023
“Guerino” Alberto Motta – frutto ben espresso, molto piacevole, anche floreale, ciliegia, visciola, bocca coerente, fresca, godibile, bella persistenza, un vino molto nitido e di notevole finezza che testimonia come il Morellino possa avere molte frecce al suo arco.
Antonio Camillo – bouquet bello vivo, mora, mirtillo, ribes nero, in bocca ha una bella finezza e movimento, una dote non così comune che ne esalta le peculiarità.
“Marteto” – Bruni – toni scuri, piuttosto serrati, emerge il floreale, rosa, magnolia, viola, iris, poi ciliegia nera, bocca che mostra un gran bisogno di bottiglia, ciò nonostante tiene a bada il tannino e, soprattutto, mostra una polpa fruttata davvero invitante.
Cantina La Selva – naso di erbe aromatiche, floreale, molto fine, bel frutto, bocca coerente, lineare, pulita, ha profondità e lunghezza, non intende mollare neanche dopo parecchi secondi.
Roggiano Bio – Cantina Vignaioli Scansano – dei tre vini presentati è quello che mi ha maggiormente convinto, molto più pronto, con un frutto ben espresso, ciliegia in primis, lampone, in bocca ha buona freschezza, slancio, un vino che promette grandi bevute.
“L’Anime a Rallegrar” – Capua Winery – bouquet intenso, viola, ciliegia matura, mirtillo, al palato è ancora in tensione, un po’ asciugante nel tannino, finale di buona intensità, da aspettare.
Fattoria Le Pupille – floreale, viola e rosa, poi ciliegia, cenni di erbe aromatiche (timo e basilico); gusto coerente, ancora contratto ma di notevole fascino, molto Morellino, finale davvero generoso.
Morisfarms – naso di mora, ciliegia, leggera visciola, in bocca è coerente, toni che tendono a sensazioni scure, finale teso ma non privo di fascino.
“Spiaggiole” – Poggio Maestrino (Tenute Calì) – dai proprietari di Rocca di Castagnoli un Morellino coinvolgente dal naso che coglie la ciliegia con decisione, poi la rosa e altre sensazioni che convogliano freschezza olfattiva; al palato ha vivacità, tannino vivo ma non seccante, buona succosità nel finale.
San Felo – naso ricco, molto floreale, frutto composito e interessante, mora, spunti di erbe aromatiche e cenni salmastri; bocca molto bella, progressiva, una bellissima espressione di Morellino, per nulla banale, complesso, di carattere.
“A’ Luciano” – Santa Lucia – naso che non esclude la sensazione fresca, ha un bel frutto piacevole, buon impatto floreale, in bocca è fragrante, fresco, piacevole, nitido, succoso, molto stimolante.
RISERVA 2021
Alberto Motta – doppio successo per questa azienda riconoscibile per il simbolo stilizzato della “Tartaruga”, trama olfattiva ancora scalpitante ma già con un bouquet complesso; l’assaggio rivela una materia con un certo volume ma che non appesantisce, c’è buona finezza, tannino tornito.
Bruni – ciliegia matura, leggera prugna, tracce floreali, in bocca ha succo, buona trama senza asperità, ha anche discreta spinta fresca, finale piacevolmente sapido.
Fattoria Le Pupille – curioso attacco vegetale, frammisto ad erbe aromatiche, meno decisa la componente fruttata; anche al gusto ha la stessa impronta, toni piuttosto scuri, c’è freschezza, finale abbastanza disteso, non privo di interesse.
Roberto Giuliani




