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Manuale di autodifesa per astemi

Manuale di autodifesa per astemi

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere”. (Charles Baudelaire)
Purtroppo è difficile dimenticare qualcuno bevendo un’orzata”. (Hugo Pratt)
Non fidarti mai di chi non beve, perché è quasi sempre divorato dalla presunzione, è qualcuno che pensa di saper comunque distinguere le cose giuste da quelle sbagliate”. (James Crumley)
L’astemio dà sempre l’impressione di bere una tisana con un plaid e un gatto in grembo. Da solo”. (Charles Baudelaire)
Benché l’uomo sia già composto per il novanta per cento di acqua, gli astemi non ne hanno ancora abbastanza”. (John H. Bangs)
Tutti i malvagi sono bevitori d’acqua: lo prova il diluvio”. (Louis-Philippe de Ségur)
Si potrebbe andare avanti per pagine e pagine. Aforismi, detti, pessime opinioni, giudizi che rivelano ancora una volta l’incapacità di accettare le differenze, le diversità. Avviene nei confronti degli astemi, ma anche dei celiaci, degli intolleranti a questa o quella sostanza, di coloro ai quali non piace il caffè o lo prendono solo con abbondante zucchero, per non parlare delle diatribe tra carnivori e vegani…
Nel caso del vino, però, c’è da dire che chi sceglie di non berlo, lo può fare per almeno tre ragioni: il suo organismo non tollera l’alcol, il vino non gli piace, non beve alcolici per una scelta salutistica.
Angelo Peretti, che di vino se ne intende da più di trent’anni, ritiene giustamente che chi non ne beve non ha nulla da giustificare e ha il sacrosanto diritto di difendersi dalle frequenti critiche e osservazioni che riceve. Ma l’astemio, con tutta probabilità, non conosce profondamente chi beve vino, ecco allora che arriva il “Manuale di autodifesa per astemi”, un libretto di 76 pagine che, in 19 piccoli capitoli, affronta con ironia i diversi contesti in cui un astemio si può trovare a disagio, offrendo numerose possibili soluzioni e rivincite.
Ad esempio quando capita che al ristorante ti tolgono il calice lasciandoti solo il tozzo bicchiere per l’acqua e la sensazione di averti sottratto anche il piacere della vista di una tavola ben apparecchiata.
Un altro esempio di quanto l’astemio sia poco considerato (e coccolato), è testimoniato dalla quasi sempre assente carta delle bevande analcoliche, un mondo infinito di possibili alternative al vino, che eviterebbe di rattristare il cliente, costretto a bere solo acqua (e anche in questo caso una carta delle acque offrirebbe perlomeno una possibilità di scelta).
E vogliamo parlare di quello che deve subire di fronte a un brindisi? Come se da qualche parte fosse scritto che si brinda solo con il vino!
L’autore continua evidenziando tante piccole sfaccettature di uno stesso problema, la diversità di condizione (e di trattamento). Sfatiamo una volta per tutte la correttezza del famoso “conto alla romana”, ovvero la divisione in parti uguali della spesa di un pasto al ristorante. Niente di più sbagliato e ingiusto se tra i commensali ci sono dei non bevitori.
E se a tavola sei circondato da sommelier e esperti di vino? Tranquillo, anche in questo caso una soluzione a tuo vantaggio c’è.
Attenzione però! Questo gradevolissimo manuale non è indirizzato solo agli astemi, al contrario pone l’indice su una serie di situazioni che vedono coinvolti tutti coloro che nella vita hanno incontri sociali: i bevitori (di qualsiasi bevanda), i ristoratori, gli assaggiatori seriali, gli “esperti” di bon ton, insomma tutti coloro che, consapevoli o meno, siano intrisi di inutili e malsani preconcetti, che minano il piacere della condivisione di esperienze, recando spesso disagi o addirittura traumi ai malcapitati.

Roberto Giuliani

MANUALE di autodifesa per ASTEMI
di Angelo Peretti
Edizioni Ampelos
Prezzo: 16 euro

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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