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InvecchiatIGP: Brunello di Montalcino 1979 Argiano

Brunello di Montalcino 1979 Argiano nel calice

Argiano, il cui nome si pensa possa essere di origine romana evocando il Dio Giano (Ara Jani), fa parte senza dubbio della storia più profonda e tradizionale di Montalcino tanto che la sua tenuta risale al 1580, quando i Tolomei iniziano a costruire sia villa Bell’Aria sia la cantina. Nel corso dei secoli la Tenuta passò di proprietà fra varie famiglie nobiliari fino ad arrivare al 1992 quando passo sotto la proprietà della contessa Noemi Marone Cinzano che introduce importanti innovazioni nella gestione dell’azienda vinicola e alla quale si deve il rilancio del nome Argiano dando impulso, con l’aiuto del grande Tachis, alla nascita del Solengo, il grande Super Tuscan di Montalcino. Si arriva così ai giorni nostri, col passaggio di proprietà nel 2013 e la guida dell’azienda nelle mani di Bernardino Sani, che dal 2015 ne firma anche i vini e che, dal 2019, ha fatto sì che l’azienda sia la prima a Montalcino ad aver bandito tutte le plastiche monouso oltre che praticare un’agricoltura organica e rigenerativa.
Attualmente l’estensione totale dei vigneti è 57ha, ripartiti su vari disciplinari, varietà e cloni. Il vitigno preponderante è, ovviamente, il sangiovese, che occupa circa 40ha, ma troviamo anche piante di merlot, cabernet sauvignon e petit verdot utili per la produzione del Solengo.

Brunello di Montalcino 1979 Argiano nel calice

In occasione del Paestum Wine Fest ho avuto modo, grazie ad una verticale storica, di degustare l’annata 1979 del Brunello di Montalcino di Tenuta Argiano che, lo anticipo, è stato un viaggio a ritroso nel tempo emozionante anche perché l’annata riporta ad un periodo storico dove il territorio non aveva ancora avuto il successo straordinario che oggi tutti riconosciamo a Montalcino e al suo Sangiovese. Il colore si presenta vitale e luminoso con questo manto granato estremamente affascinante che anticipa un naso affatto stanco nonostante la sua evoluzione aromatica dove si percepisce la frutta rossa disidratata, rabarbaro, infusi di erbe aromatiche per poi aprirsi verso echi di cera, incenso, tabacco, polvere di cacao e noce moscata. Bocca ancora in perfetta forma, signorile e di gran classe, il tannino è perfettamente fuso nel corpo del vino che rimane dinamico e dotato di progressione sapida. Chiude, lunghissimo, su sensazioni speziate e balsamiche.
Concludendo, il Brunello di Montalcino 1979 di Argiano è una foto emblematica dell’essenza di Montalcino, un territorio capace di dare origine a questi gioielli che possono essere riscoperti nel corso del tempo in maniera davvero esaltante.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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