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Lady Vitovska, la signora del Carso che invecchia con classe e molta eleganza


Aurora Endrici e Sandi SkerkVenerdì 18 Giugno si è tenuta, all’interno dell’affascinante cornice del Castello di Duino in provincia di Trieste, la 4° edizione di “Mare e Vitovska“. I migliori produttori del Carso triestino, e qualche amico della vicina Slovenia, hanno permesso ai numerosi visitatori di degustare le proprie Vitovska, per l’occasione accompagnate da prelibate proposte gastronomiche, presentate da vari ristoratori locali. La manifestazione ha avuto il suo inizio in castello alle 16, con un convegno sulla biodiversità del vitigno Vitovska nel territorio della provincia di Trieste, a cui sono intervenuti numerosi e qualificati ospiti. Durante la mattinata, nella bella azienda di Benjamin Zidarich in località Prepotto, si è svolta un’interessante e particolare degustazione.
Sotto la frizzante e sapiente regia della giornalista Aurora Endrici (nella foto insieme a Sandi Skerk), donna del vino FVG, responsabile della guida Vini Buoni d’Italia e autorevole eno-comunicatrice, sono state presentate 10 annate di Vitovska che i produttori del Carso sono andati a recuperare dalle cantine per permettere così di verificare le effettive doti di longevità che questo vitigno possiede nel suo Dna.

Degustazione VitovskaLa degustazione era riservata ad un folto gruppo di giornalisti del settore che sono arrivati da varie regioni d’Italia, dall’Austria, dalla Slovenia e dalla Croazia per verificare di persona le proprietà di questo vitigno fino a poco tempo fa semisconosciuto al di fuori dei confini locali, ma che sta pian piano conquistando la notorietà che merita, viste le sue indiscusse qualità.
Va fatta una doverosa premessa: lo scopo dell’appuntamento era puramente didattico, in quanto negli anni ’90 la viticoltura del Carso non aveva ancora virato, tranne alcune eccezioni, verso la ricerca estrema della qualità, con le rese bassissime e le alte densità d’impianto che caratterizzano la viticoltura odierna. In molti casi il vino prodotto serviva solo per rifornire gli agriturismi o le “osmizze” e veniva imbottigliato solo per uso personale. Ed è per questo ultimo motivo, che il risultato finale dello studio degustativo sarà ancor più sorprendente.
Partendo dal campione più giovane, una Vitovska 2005 dell’azienda Skerlj, scelta come metro di misura, si è arrivati all’annata più vecchia, datata 1990, dell’azienda Skerk. Nel mezzo i prodotti di Cotar, Milic, Colja, Kante, Zidarich e Lupinc. Man mano che venivano degustate le varie annate, la sorpresa diventava palpabile sia tra i numerosi giornalisti presenti che tra gli stessi produttori che non pensavano di poter bere delle loro vecchie produzioni e constatare che, a distanza di molti anni, avevano mantenuto gran parte della loro freschezza e vivacità, con una nota sapida sempre sente in primo piano.
Vini, che prodotti da viticoltori diversi, con metodologie alle volte diverse, presentavano sì certi segni dell’invecchiamento, con sentori terziari predominanti ma tutti i campioni degustati avevano ancora qualcosa di importante da raccontare e non erano di certo ancora pronti per essere accolti nell'”ospizio del buon vino che fu”. Essendo in possesso solo del foglio rosa della degustazione, patentino che secondo me puoi vantarti di far tuo solo dopo anni di variegate esperienze sensoriali, non mi permetto di dare giudizi troppo netti ed estremisti.

I produttori della vitovskaNon posso fare a meno di portare all’attenzione i vini di Kante, specialmente l’annata 1997, che mi ha impressionato ed emozionato in maniera particolare. Una freschezza e una sapidità inusuali per un vino bianco di 13 anni, elegante, con sentori terziari evidenti ma non invadenti, che completavano ottimamente il profilo olfattivo e gustativo. Se avessi degustato alla cieca questo vino, sicuramente lo avrei descritto come vino molto più giovane di quella che invece era la sua reale età.
Ma i vini di Kante non sono una sorpresa. Da tutti i suoi colleghi, viene considerato una sorta di “santone” del panorama vitivinicolo carsolino, colui che con la sua genialità e le sue sperimentazioni, ha segnato la via che molti poi hanno seguito ottenendo ottimi risultati. La vera sorpresa invece è stata constatare come il livello medio delle degustazioni si sia mantenuto su alti livelli, segno che il territorio e il buon operato in vigna danno sempre una materia prima destinata a trasformarsi in vini che possono durare nel tempo. Con l’innalzamento del livello qualitativo che si è avuto in questi anni, ci sono tutti gli elementi per poter affermare che i vini che si produco ora, fra vent’anni ci riserveranno probabilmente sorprese ancor più strabilianti. Alla fine della degustazione, i famosi ristoratori Devetak e Scabar hanno deliziato i presenti con dei piatti prelibati. Sembra quasi scontato scriverlo, ma hanno trovato un ampio consenso gustativo.

I banchi di degustazioneMa si sa, quando si sta bene in un posto il tempo vola ed è giunta presto l’ora di cambiare sede. Giusto il tempo per un caffè e via di corsa in direzione Castello di Duino, dove Aurora Endrici avrebbe presentato e moderato la conferenza con la  partecipazione di importanti relatori come Mirko Bellini (Direttore dell’ERSA FVG), Veit Heinichen (scrittore tedesco), Sandi Skerk (presidente del Comitato tecnico “Carso”) e Walter Godina (Vice Presidente della Provincia di Trieste e Assessore all’Agricoltura).
L’appuntamento più atteso dai visitatori, era l’inizio della degustazione dei vini e dei prodotti tipici del Carso nei tavoli predisposti lungo un percorso studiato in modo da offrire ai partecipanti, un mix di enogastronomia, cultura e paesaggi mozzafiato. Numeroso e interessato il pubblico presente. Assolutamente indovinata la scelta di una location cosi suggestiva come il Castello di Duino. Degustare la Vitovska con vista mare, riscaldati dai raggi del sole e accarezzati da soffici refoli di bora, rappresenta un’emozione che a parole diventa difficile da spiegare. Però una divina certezza si è rafforzata con il passare delle ore: anche il Padreterno ama la Vitovska. Solo così si può spiegare come sopra il cielo di Duino abbia continuato a splendere il sole, mentre nel territorio circostante dense nubi regalavano piogge consistenti. La manifestazione ha potuto così procedere senza intoppi e alla fine della serata la compagnia teatrale Pupkin Kabarett ha intrattenuto il pubblico presente con un divertente spettacolo che ha messo in luce in modo ironico le eccellenze del territorio Carso e i suoi prodotti.
Alla fine, mentre la bora stava progressivamente innalzandosi, tutti a casa contenti di aver partecipato a una bella manifestazione, che anno dopo anno sta crescendo sia nella qualità che nella quantità delle proposte in calendario. Cala quindi il sipario sulla quarta edizione di Mare & Vitovska, con la consapevolezza che oramai questo è diventato un appuntamento di rilievo nel panorama regionale, ma con ancora ampi margini di crescita visto il grande interesse suscitato anche al di fuori dei confini del Friuli Venezia Giulia.

ELENCO PRODUTTORI E VINI
Škerlj Matej – Vitovska 2005
Čotar – Vitovska 2004
Milič Andrej – Vitovska 2002
Milič Andrej – Vitovska 1997
Colja Jožko – Vitovska 1997
Kante – Vitovska 1997
Zidarich – Vitovska 1996
Lupinc – Vitovska 1994
Kante – Vitovska 1994
Skerk – Vitovska 1990.

Stefano Cergolj

Perito informatico ai tempi in cui Windows doveva essere ancora inventato e arcigno difensore a uomo, stile Claudio Gentile a Spagna 1982, deve abbandonare i suoi sogni di gloria sportiva a causa di Arrigo Sacchi e l’introduzione del gioco a zona a lui poco affine. Per smaltire la delusione si rifugia in un eremo fra i vigneti del Collio ed è lì che gli appare in visione Dionisio che lo indirizza sulla strada segnata da Bacco. Sommelier e degustatore è affascinato soprattutto dalle belle storie che si nascondono dietro ai tanti bravi produttori della sua regione, il Friuli Venezia Giulia, e nel 2009 entra a far parte della squadra di Lavinium. Ama follemente il mondo del vino che reputa un qualcosa di molto serio da vivere però sempre con un pizzico di leggerezza ed ironia. Il suo sogno nel cassetto è quello di degustare tutti i vini del mondo e, visto che il tempo a disposizione è sempre poco, sta pensando di convertirsi al buddismo e garantirsi così la reincarnazione, nella speranza che la sua anima non si trasferisca nel corpo di un astemio.

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