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AnteprimeIl vino nel bicchiere

La vie en rose del Chiaretto

Totem Anteprima Chiaretto

La Rosé Revolution del Chiaretto sta finalmente portando in campo dei risultati davvero interessanti e tangibili, di un lavoro iniziato a partire dalla vendemmia 2014, da parte del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino, e grazie alla tenacia e alla passione del giornalista Angelo Peretti, che ha dato la spinta iniziale a questo progetto.
Lo scorso 10-11 marzo, nella splendida cornice della Dogana Veneta di Lazise, celebre edificio di epoca Veneziana del 1300 che sorge a ridosso dell’antico porto e affacciata direttamente sulle rive del Lago di Garda, si è svolta l’undicesima edizione dell’Anteprima del Chiaretto, evento dedicato ai vini rosa gardesani, che per quest’anno ha visto partecipi anche il Consorzio di Tutela del Valtènesi della sponda bresciana.
Una presenza di circa sessanta produttori suddivisi tra una quarantina della sponda veneta e una ventina per quella bresciana; un’unione di forze che è senza dubbio ulteriore segnale di crescita oltre che di voglia di far conoscere le potenzialità di questo territorio e di questa tipologia.

Dogana Veneta
Dogana Veneta

Due denominazioni, quella della “Riviera del Garda Chiaretto” e la nuova “Valténesi Riviera del Garda Chiaretto“, che hanno sposato il progetto Rosé Revolution, consapevoli del valore dei vini rosa.
Prima di entrare nel merito degli assaggi è doveroso fare luce su quelle che sono le uve e i terreni che danno vita a questi splendidi vini rosa, dando enfasi alla volontà di dare dignità a una tipologia di vino, che ha in sé grandi potenzialità, molto spesso messo a margine e considerato solo come vino da spiaggia o poco altro. Il Chiaretto di Bardolino o Chiaretto viene prodotto sulle rive del Lago di Garda, le sue origini risalgono al XIX secolo quando Pompeo Molmenti, avvocato e scrittore che aveva un vigneto sul lago di Garda, iniziò a produrlo.

panorama sul Lago di Garda

Tuttavia, già nel vocabolario “Crusca Veronese” stampato a Verona 90 anni prima, nel 1806, troviamo menzionata la parola “Chiaretto” legata al vino, che come lo stesso termine indica, vuole essere un rosé chiaro. Va anche ricordato che nel 1968 il Bardolino Chiaretto fu tra le prime denominazioni in Italia a ricevere il riconoscimento di Doc come tradizione storica e della qualità del vino. Riguardo le uve impiegate, mentre a Bardolino si utilizzano le classiche varietà della Valpolicella, parliamo delle uve a bacca rossa corvina veronese, rondinella e molinara, per il Valtènesi, l’area Bresciana vicino al Garda, è il groppello a farla da padrone, con una eventuale integrazione di sangiovese, barbera e marzemino.

Mattia Vezzola e Angelo Peretti
Mattia Vezzola e Angelo Peretti

Geograficamente parlando, va anche sottolineata la differenza climatica e di esposizione che contraddistingue le due denominazioni, l’area del Bardolino Chiaretto Doc si affaccia sulla sponda est del Lago di Garda, mentre per il Valtènesi siamo sulla sponda ovest, sulla riva lombarda del lago, nella zona compresa tra Desenzano e Salò. Nel caso dell’annata 2018 i vini della Valtènesi sono risultati più pronti e integrati, caratterizzati da un buono spettro sapido, a differenza dei Bardolino Chiaretto, che pur se frutto di un’annata di buona espressività, sono ancora bisognosi di bottiglia. Dettaglio importante, visto anche il lavoro che il Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino, come sottolineato più volte da Franco Cristoforetti, Presidente dello stesso, che sta puntando nel comunicare la longevità del Chiaretto di Bardolino.

La sala della Dogana Veneta

Dimostrazione tangibile è stata l’interessante verticale condotta da Mattia Vezzola, rappresentante storico della Valtènesi con la sua azienda Costaripa che ha raccontato il suo approccio produttivo verso i vini rosa. Convinto del principio che attraverso un attento e puntuale lavoro in vigna, si possono ottenere vini di profondità e longevità. Ne sono stati di esempio i vini presentati nelle annate 2015, 2013, 2012 e 2011 di Molmenti, vino a base groppello (con un 30% di marzemino, 10% rispettivamente di sangiovese e barbera), fermentato in botte e imbottigliato dopo due anni di affinamento successivo alla vendemmia.

L'ingresso alla sala degustazione

Tornando all’annata 2018, va detto che in linea generale è stata un’annata positiva, che ha dato luogo a una vendemmia equilibrata, capace di dare un profilo olfattivo particolarmente intrigante. Freschezza, note agrumate e floreali e di macchia mediterranea, dal pompelmo rosa al petalo di rosa, sono tra i descrittori prevalenti, oltre a una gradevole sapidità di palato abbastanza comune. Entrando nel vivo degli assaggi, si è trattato di una sessantina di campioni, suddivisi tra 24 campioni della sponda bresciana e 47 per quella veronese.
Tra i Chiaretto Bardolino, ci hanno dato buone sensazioni il Bardolino Chiaretto 2018 di Caorsa, connotato da una bella tonalità rosa e da note olfattive di macchia mediterranea, lo segue il Bardolino Chiaretto 2018 di Castelnuovo del Garda, un vino prodotto dalla Cantina Sociale Veronese del Garda, che colpisce per la sua pulizia e scorrevolezza al palato, oltre che per il piacevole profumo di rosa e di agrumi. Note fruttate di pesca bianca e un bel floreale di rosa tea, delineano l’olfatto del Bardolino Chiaretto 2018 di Cavalchina. Convince al palato per corpo e personalità, buona salinità e lunghezza il Bardolino Chiaretto 2018 di Gorgo. Il Bardolino Chiaretto 2018 di Guerrieri Rizzardi ha un intrigante profilo olfattivo, caratterizzato da un fresco spettro agrumato di pompelmo rosa e un delicato floreale di camelia; il sorso è ampio, succoso e di carattere.

Azienda Piona
Azienda Albino Piona

Buona intensità olfattiva, di pompelmo rosa e arancia caratterizzano il Bardolino Chiaretto 2018 di Monte del Frà, che al palato risulta elegante e dalla buona complessità. Personalità e riconoscibilità, delineano l’assaggio del  Bardolino Chiaretto 2018 di Albino Piona, connotato da una distintiva nota di zafferano, che sorprende e lo valorizza. Energia gustativa e suggestioni fruttate, con cenni di fiori e di agrumi, fruttato, tratteggiano il Bardolino Chiaretto 2018 di Sartori, fresco e sapido al palato.
Buona complessità e sorso deciso per il Bardolino Chiaretto 2018 di Poggio alla Grazie.
Buona intensità olfattiva, cenni fruttati di piccoli frutti e tinte agrumate per il Bardolino Chiaretto 2018 Granara di Tommasi Viticoltori, che al sorso esprime una buon persistenza, freschezza e spiccata sapidità. Il Bardolino Chiaretto Classico Villa Codervigo Bio 2018 di Vigneti Villabella, ha un bouquet ampio con note frutta fresca croccante, floreale deciso e suggestioni rinfrescanti di erbe di montagna, il sorso è preciso, vira sulle durezze ed esprime una gradevole sapidità.

calici chiaretto

Passaimo ai Valtenesi, che come già detto hanno espresso maggiore prontezza ed equilibrio. il Valténesi Chiaretto 2018 Rosa dei Frati di Ca’ dei Frati, luminoso allo sguardo, profuma di mandarancio, pompelmo e eleganti suggestioni floreali; succoso e intenso, di buona sapidità, con un ritorno agrumato al palato che gli dona freschezza. Eleganza e distintivo spettro floreale per. Bello spettro floreale e agrumato, eleganza  e sapidità per il Valténesi Chiaretto 2018 di Cà Maiol, lo segue con note olfattive intense, dal colore deciso e con buona espressività nel carattere il Valténesi Chiaretto 2018 Roseri di Cà Maiol. Carattere e personalità per il Valtènesi Chiaretto 2018 di Pasini San Giovanni, che esprime un profilo olfattivo ampio e fruttato, coinvolgente al sorso.
Il Valténesi Chiaretto 2018 “Preaféte” di Podere dei Folli, mostra una bella tinta di colore, gradevole all’olfatto e di buona intensità e bevibilità al sorso. Discreta personalità soprattutto al palato per il Valténesi Chiaretto 2018 di Siclì di Monte Cicogna.
Chiude la batteria il Riviera del Garda Classico Chiaretto 2018 di Turina, caratterizzato da una piacevole intensità olfattiva, polposo e saporito al palato con note di agrumi e di piacevole sapidità.
Apprezzabile e distintivo il lavoro che stanno facendo queste due denominazioni, Il Chiaretto e il Valtenesi, meritano una loro maggiore affermazione, pur se c’è ancora da lavorare, sono molti i segnali positivi emersi. I numeri del 2018 confermano la buona salute del Chiaretto di Bardolino, con circa 10 milioni e il Chiaretto si conferma il principale vino rosato in Italia soprattutto di qualità.

assaggio Chiaretti

Le valutazioni

Bardolino Chiaretto
Bardolino Chiaretto 2018 di Caorsa @@@+
Bardolino Chiaretto 2018 di Castelnuovo del Garda @@@+
Bardolino Chiaretto DOC 2018 di Cavalchina @@@@
Bardolino Chiaretto 2018 di Gorgo @@@+
Bardolino Chiaretto 2018 di Guerrieri Rizzardi @@@@
Bardolino Chiaretto 2018 di Monte del Fra’ @@@@
Bardolino Chiaretto 2018 di Albino Piona @@@+
Bardolino Chiaretto DOC 2018 di Sartori @@@+
Bardolino Chiaretto DOC 2018 di Poggio alla Grazie @@@
Bardolino Chiaretto 2018 Granara di Tommasi Viticoltori @@+
Bardolino Chiaretto Classico DOC Villa Codervigo Bio 2018 di Vigneti Villabella @@@

Valtènesi Chiaretto
Valténesi Chiaretto DOC 2018 Rosa dei Frati di Ca’ dei Frati @@@@
Valtènesi Chiaretto DOC 2018 di Cà Maiol @@+
Valtènesi Chiaretto DOC 2018 Roseri di Cà Maiol @@@@
Valtènesi Chiaretto DOC 2018 di Pasini San Giovanni @@@+
Valtènesi Chiaretto DOC 2018 di Siclì di Monte Cicogna @@@
Valtènesi Chiaretto DOC 2018 “Preaféte” di Podere dei Folli @@@+
Riviera del Garda Classico Chiaretto DOC 2018 di Turina @@@@

Legenda: @=mediocre, @@=discreta, @@@=buona, @@@@=ottima, @@@@@=eccellente

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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