La Côtes du Rhône
Passata la mondana Costa Azzurra, con i suoi sfarzi e con i suoi affezionatissimi milionari e superstar, si apre, andando verso ovest, una delle aree vinicole Francesi più interessanti, sicuramente la più importante del sud della Francia, stiamo parlando dell’area del fiume Rhône, che taglia verticalmente questa bellissima valle, da Vienne fino a sfociare nel mar Mediterraneo dopo aver passato la bellissima Avignon, la città dei Papi.
Senza scendere troppo nel dettaglio, possiamo dire che il nord della valle è prevalentemente dominato dall’uva Syrah, mentre al sud è la grenache a dominare la scena; se volessi citare due rappresentanti ideali di questi vitigni, nominerei subito per il nord l’Hermitage e per il sud lo Châteauneuf-du-Pape. Ma sebbene questa mia elementare affermazione corrisponda al vero, non rende onore e non spiega l’enorme tradizione vinicola, la complessità e la grande ricchezza di varietà della Côtes du Rhône.
Il Nord ha otto aree che sono considerate Cru (per chi non lo sapesse ciò indica un’area di grandi caratteristiche per la produzione del vino, a partire dal suolo ed il clima finendo alla storica tradizione di produzione), facendo una lista che va da nord a sud troviamo: Côte-Rôtie, Condrieu, Château-Grillet, Saint-joseph, Crozes-Hermitage, Hermitage, Cornas, Saint-Péray. Di queste aree due sono esclusivamente produttrici di Viognier, il Condrieu e Château-Grillet, una di solo syrah, la Cornas ed una produce spumanti e bianchi da uve Marsanne e Roussanne, il Saint Péray, le altre aree producono sia vini rossi, che sono i più prodotti e famosi nel mondo, sia vini bianchi. Le regolamentazioni di questi cru sono molto precise e dànno indicazioni puntuali sulle percentuali di uva che possono essere utilizzate per produrre i vini di queste zone, generalmente viene accettata una percentuale, che varia da zona a zona, dal 10% al 15% massimo di uva bianca, viognier per il Côte-Rôtie (max 20%) e Roussanne, Marsanne per le altre aree.

Il Sud della Côtes du Rhône è più complesso, per via dell’organizzazione dei cru e delle varie apellations, infatti ci sono 7 Crus, 2 Crus da vini fortificati, e ben 18 vini, che per le caratteristiche del territorio del comune, dove sono piantate le vigne, hanno il diritto di mettere il loro nome sull’etichetta.
Concentrandosi sui cru (a discapito dei 18 Villages, e me ne scuso) troviamo Lirac, Tavel, Beaumes de Venise, Vacqueyras, Vinsobres, Gigondas, Châteauneuf-du-Pape, si aggiunge a questi il Rasteàu, che insieme al Beaumes de Venise, sono vini fortificati, il primo fatto prevalentemente da uva grenache nera, il secondo da uva moscato di Frontignan. Come precedentemente detto il sud produce vini rossi a prevalenza uva grenache, infatti sembra che questa vite abbia dimostrato di rendere molto bene in queste valli, resistendo ai forti venti che spesso arrivano dal sud, quindi col passare degli anni si è vista una maggiore crescita di questa vite a discapito di altre delle moltissime varietà presenti in quest’area.
Per dare un esempio concreto della ricchezza di varietà, voglio elencare le uve che possono essere utilizzate per la produzione del leggendario vino Châteauneuf-du-Pape: grenache, cinsault, counoise, mourvedre, syrah, muscardin, clairette, bourboulenc, picpoul, terre noir, vaccaresse, picardan. Questo vino prodotto sia bianco sia rosso (a quest’ultimo mi riferisco in seguito), è l’esempio della maestria dei francesi nella miscelazione e vinificazione, la classificazione per quest’area non ha delle limitazioni di percentuali, quindi ogni azienda ha un suo stile ed una sua ricetta per il vino perfetto, si possono comunque identificare due stili: alcune aziende preferiscono la produzione di un vino più longevo e tradizionale, incredibilmente rosso scuro e con tannini vivi, altre producono un vino più apprezzabile da subito, molto rotondo e denso, entrambi questi stili dànno comunque vita a vini incredibili, molto complessi, le spezie sono una delle principali caratteristiche comuni. Un altro famoso grande cru del sud della Francia è il Tavel, a mio parere uno dei più buoni rosé al mondo, ed anche uno dei più cari. Gigondas, Vinsobres, Vacqueyras e Lirac dànno dei vini “blended” di incredibile qualità, che utilizzano prevalentemente uve grenache (50% minimo per Vinsobres, Vacqueyras, 80% max per Gigondas), cinsault, syrah, mourvedre.
Questi prodotti sono delle ottime opzioni, per chi non volesse avvicinarsi ai Grand Cru del sud, senza dover spendere troppo. Avendo pagato un minimo tributo descrittivo, ai Grand Cru della Côtes du Rhône, voglio ora ricordare la grande produzione di vini, commercializzati in tutto il mondo con il nome della valle stessa, fra i più interessanti per qualità e prezzo. Questi vini sono generalmente assemblati con grenache, mourvedre e syrah per i rossi, roussanne, marsanne e viognier per i bianchi.
Antonio Cabibi

