Statistiche web
Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC del Piemonte: Rubino di Cantavenna

mappa vino Doc Rubino di Cantavenna


❂ Rubino di Cantavenna D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 9/1/1970 – G.U. n.71 del 20/3/1970; ultima modifica D.M. 30/7/2025 – G.U. n.186 del 12/8/2025)


zona di produzione
● in provincia di Alessandria: l’intero territorio dei comuni di Gabiano, che comprende la frazione di Cantavenna, di Moncestino e di Villamiroglio, nonché dai territori dell’ex comune di Castel S. Pietro Monferrato, ora incorporato nel territorio del comune di Camino;


base ampelografica
anche superiore, riserva: barbera min. 75%, grignolino e/o freisa max. 25%;


norme per la viticoltura
le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti:
giacitura: esclusivamente collinare. Sono esclusi i terreni di fondovalle, quelli umidi e quelli non sufficientemente soleggiati;
densità d’impianto: per i nuovi impianti e reimpianti minimo 3.500 ceppi ad ettaro;
forme di allevamento: quelli tradizionali ovvero la controspalliera con vegetazione assurgente;
sistemi di potatura: il Guyot e il cordone speronato basso;
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere di 9,5 t/Ha e 12% vol. (12,50% per la versione riserva e “vigna”, 13% vol. per la versione superiore e riserva “vigna”, 13,5% per la versione Superiore “vigna”);
la tipologia accompagnata dalla menzione Superiore è ottenuta da vigneti che hanno un’età superiore ad anni quindici;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, ivi compreso l’invecchiamento obbligatorio, devono essere effettuate nella zona di produzione;
il vino “Rubino di Cantavenna“, anche nella versione “vigna” deve essere immesso al consumo dopo il 1° febbraio dell’anno successivo a quello dell’annata di produzione delle uve;
il vino “Rubino di Cantavennariserva, anche nella versione “vigna” deve essere immesso al consumo dopo 24 mesi a partire dal 1° febbraio dell’anno successivo a quello dell’annata di produzione delle uve;
il vino “Rubino di Cantavennasuperiore, anche nella versione “vigna” deve essere immesso al consumo dopo 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno, a partire dal 1° febbraio dell’anno successivo a quello dell’annata di produzione delle uve;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella presentazione e designazione dei vini è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata «Rubino di Cantavenna» devono essere in vetro, di capacità consentita dalla legge vigente, non è consentito l’utilizzo della bottiglia da 2 litri. Le chiusure sono quelle consentite dalla normativa vigente con esclusione del tappo a corona;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
Questo vino si produce sull’ultima serie di colline del Monferrato che scendono verso il Po e che si affacciano sulla Pianura padana e si trovano di fronte all’arco alpino, in provincia di Alessandria.
L’ambiente è caratterizzato da un sistema collinare con altitudine fra i 150 e i 250 m s.l.m., articolato in versanti convessi con pendenze fra il 5 ed il 10% e valli a V aperte; a colpo d’occhio si evidenziano morfologie ondulate nelle quali ai vigneti si alternano campi di cereali, medica e noccioleti e sporadiche zone boscate. I terreni sono moderatamente profondi, calcarei, caratterizzati da antichi depositi siltosi – marnosi di origine marina. La zona è caratterizzata dalla strada che porta il nome di “Panoramica del Monferrato” che la attraversa, permettendo al turista di ammirare uno degli scorci più suggestivi di tutto il Piemonte: distese di verdi colli sulla sinistra, le pendici ondulate del Monferrato casalese, dominate dal Sacro Monte di Crea.
Il clima dell’area è caratterizzato da una piovosità mediamente bassa (media 870 mm), concentrata nei periodi primaverile e autunnale; si rileva una scarsa presenza di venti e brezze; le temperature sono elevate nel periodo estivo e a ridosso della fase di maturazione si evidenziano escursioni termiche significative tra il giorno e la notte.
Fattori umani rilevanti per il legame
Cantavenna, frazione del comune di Gabiano, indica il baricentro della zona di produzione, posta a metà fra due castelli, quello di Gabiano e quello di Camino. Cantavenna è di origine celtico-liguri mentre le altre contrade sono prevalentemente di origini Barbare. Si dice che proprio i barbari avrebbero iniziato a coltivare la Barbera, dandole il nome. La Barbera è uva facile e dagli abbondanti frutti, mentre i più raffinati celto-liguri-romani, più avanzati anche nell’arte agricola sfidavano i vitigni più difficili, ostici, bizzarri come il Grignolino ed il Freisa. Nel corso dei secoli i produttori hanno selezionato la migliore composizione dei tre uvaggi fino ad ottenere un prodotto rappresentativo della zona. Negli ultimi anni, anche, con esempi di Barbera in purezza.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La DOC “Rubino di Cantavenna” è riferita al vino rosso ottenuto dalla uve Barbera: minimo75% che può arrivare al 100%; possono inoltre concorrere anche le varietà Grignolino e Freisa, da sole o congiuntamente, fino a un massimo del 25%. Il colore è rosso rubino più o meno intenso che con l’invecchiamento può avvicinarsi verso il rosso granato. Vino di buona acidità dovuta al vitigno principale, ha profumi speziati e di frutti rossi che tendono con l’invecchiamento a virare all’etereo, grazie alla composizione dei terreni della zona di produzione unitamente alle escursioni termiche. Il vino presenta buona acidità e un’elevata quantità di tannini che garantiscono la longevità al prodotto.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Dalle popolazioni barbare e celto romane liguri che iniziarono a coltivare il mix di vitigni che fanno parte della base ampelografica di questa denominazione si è arrivati lungo un percorso di evoluzione dell’arte agricola a produrre il Rubino di Cantavenna negli ultimi anni, anche con esempi di Barbera in purezza. Il terreno calcareo, la scarsa piovosità estiva e il gradiente termico favoriscono un ottimo accumulo zuccherino delle uve, una buona struttura e persistenza, e un’elevata quantità di tannini che garantisce la longevità del vino.
La denominazione nasce dalla volontà dei produttori locali che dopo lunghi studi condotti sui territori di produzione e sulla base ampelografica hanno richiesto l’ufficiale riconoscimento.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio