Teranum e i vini rossi del Carso, 18a edizione

Marzo è uno dei mesi che amo in modo particolare perché segna l’arrivo della bella stagione, le ore di luce iniziano ad avere il sopravvento rispetto a quelle di buio e a beneficiarne è sicuramente il nostro umore e con esso il desiderio di convivialità, magari associata a un buon calice di vino in abbinamento a qualche prelibatezza della gastronomia.
Cade quindi a fagiolo l’oramai classico appuntamento organizzato dall´“Associazione dei Viticoltori Carso – Kras” dedicato principalmente al Terrano, autentico simbolo della viticoltura dell’Altipiano carsico, ma che rappresenta una importante vetrina anche per il Refosco, altra eccellenza autoctona prodotta tra il Carso goriziano, triestino e sloveno, Muggia e il Breg.

Il 29 marzo 2025, dalle ore 16:00 alle 21:00, tutti gli appassionati del nettare di Bacco potranno deliziarsi con la nuova edizione di “Teranum e i vini rossi del Carso“ che quest’anno avrà luogo presso il prestigioso Hotel DoubleTree by Hilton di Trieste che vedrà protagonisti una nutrita schiera di viticoltori del Carso italiano e sloveno accanto a tre vignaioli ospiti dalla Valtellina che ci faranno conoscere la Chiavennasca, nome che identifica il Nebbiolo prodotto in quelle zone montane, capace di regalare vini longevi e di notevole spessore e qualità.
Gli appassionati potranno deliziarsi nei banchi d’assaggio di circa una quarantina di vignaioli, pronti a raccontarvi le loro storie e le emozioni che cercano di trasmettere in ogni loro calice di vino.
Oltre a grandi vini ci sarà anche la possibilità di assaggiare piatti e prodotti della gastronomia locale grazie alla preziosa e consolidata collaborazione con i talentuosi cuochi di Okusi Krasa – Sapori del Carso oltre alla partecipazione di un nutrito gruppo di ristoranti e artigiani del gusto.

Per la prima volta, Teranum e i vini rossi del Carso, offrirà agli ospiti un’esperienza ancora più completa: l’Enoteca ufficiale dell’evento. Dopo aver degustato i vini ai banchi d’assaggio, i visitatori potranno acquistare le bottiglie che saranno entrate nei loro cuori e portarle a casa, per continuare a gustarle in tutta tranquillità. Una serie di degustazioni guidate che permetteranno di conoscere meglio il vino e il territorio, arricchiranno l’offerta della manifestazione.
Il costo di ingresso alla manifestazione è di 30 € (in prevendita e per tesserati AIS, ONAV e Slow Food a 25 €)
L’inizio della manifestazione sarà preceduto da un convegno che si terrà alle ore 14.00 nella sala conferenze dell’Hotel e che avrà come tema di discussione “I vini rossi del Carso nella dimensione spazio e tempo”.
Il convegno vedrà protagonisti Matej Skerlj, presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso, Jacopo Cossater, giornalista, Matteo Gallello, pubblicista, Roberto Filipaz, Vicepresidente regionale AIS, Toni Gomišček, pubblicista.
I vignaioli presenti: Ruj, Bajta Fattoria Carsica – Kraška Domačija, Budin, Cacovich, Cv- Colja Vino, Ostrouska, Čotar Brank & Vasja, Čotova Klet, Grgič, Kocjančič, Lenardon, Merlak, Milič Andrej – Zagrski, Milič Damijan, Sancin, Skerlj, Škerk, Turistična Kmetija Škerlj, Urizio – Vigna Sul Mar, Vinarstvo Tauzher – Emil Tavčar, Vinakras Sežana, Vina Vrabec, Vina Petelin Rogelja, Vina Slamič – Perinova Kmetija, Vina Štoka, Vinogradništvo Širca-Kodrič, Renčel Boutique Wines, Vinarstvo Gec, Vinska Klet Orel, Vinska Klet Štok, Vinarstvo Rebula, Zidarich, Vinarstvo Lah, Cesarjeva Klet
Ospiti: Cantina Riter, Boffalora, AgriLu
Il Terrano, simbolo di un territorio
Il rapporto fra il Carso e il Terrano è quello che può esserci fra una madre e il suo figlio prediletto, un legame indissolubile. Solo un territorio come quello carsolino è in grado di far nascere un vino unico per la sua tipicità, ma il Carso senza questo suo figlio da accudire sarebbe sicuramente più povero. Il Carso è straordinario, unico nel suo genere per le sue rocce bianche, per i suoi colori intensi, per la sua terra rossa, una terra difficilissima, impervia, asciutta, scontrosa ma al tempo stesso affascinante.
La particolare posizione dell’altipiano carsico favorisce un clima vario: alcune zone presentano caratteristiche mediterranee altre addirittura alpine, si può comunque considerare il Carso come territorio dal clima continentale, caratterizzato da inverni rigidi ed estati calde. Il microclima è influenzato dal mare e dalla forza a volte irruente dei venti di bora e tramontana che tengono l’aria tersa e asciutta.
Ma lo sappiamo tutti che dove la vigna soffre riesce a dare dei risultati eccellenti e sempre sorprendenti. Il Terrano è fedele testimone di questo miracolo della natura. Grazie anche al lavoro in vigna e in cantina dei viticoltori carsolini, che hanno puntato decisamente sulla qualità del prodotto e non più sulla quantità come si faceva in passato, si stanno ottenendo dei risultati eccezionali che stanno trovando ampio riscontro negli apprezzamenti degli appassionati, un tempo forse troppo titubanti a riguardo delle reali potenzialità di questo vino.

Scontroso, ruvido, stretto parente della famiglia dei refoschi, deve il suo nome alla terra rossa nella quale le viti affondano le proprie radici. Terra ricca di sostanze ferrose che accentuano le particolari caratteristiche del vitigno e n’esaltano la specificità e il legame con questo territorio. Il Terrano è un vino che per chi vi si avvicina la prima volta può risultare un po’ ostico con il suo gusto aspramente deciso, ma poi, bicchiere dopo bicchiere, come per magia cadrà il muro di diffidenza aprendosi a sensazioni sempre più piacevoli e accattivanti, fino a farlo diventare un compagno di libagioni quasi insostituibile.
Il grappolo è lungo oltre 20 cm, ha una forma che ricorda le piramidi, con acini ricchi di pruina che assumono una forma leggermente ellittica. Questi acini ci donano magicamente un vino secco, con un colore rosso rubino intenso con i caratteristici riflessi violacei e un non esagerato titolo alcolometrico. I profumi ci ricordano i frutti di bosco, mentre in bocca accanto alla presente tannicità, spicca la tipica acidità che solo questa tipologia riesce a donare, ma che accompagnata a un corpo vigoroso riesce ad essere in armonia con tutte le componenti del vino.
Trova svariati compagni di viaggio con cui abbinarsi e regalare sinfonie di gusto e profumi, ma per puro campanilismo lo consigliamo con il prosciutto cotto nel pane e kren e con tutti i salumi e formaggi tipici del Carso.
Se poi trovassero piena conferma le citazioni di Plinio il Vecchio, che parlando del vino del Carso ne attribuiva proprietà benefiche, portando ad esempio l’imperatrice Livia S. Drusilla (58 a.C./29 d.C.) che amante di questo nettare rosso, ebbe la fortuna di festeggiare le 87 primavere, si potrebbe dire che abbiamo la fortuna di avere in casa l’elisir della lunga vita. Beh, per non sbagliare io ho deciso di iniziare già da un po’ di tempo a curarmi con questo “nettare miracoloso”, senza esagerare naturalmente, ma con la certezza che se non vivrò cent’anni, almeno ne avranno goduto ampiamente tutti i miei sensi.
Stefano Cergolj




