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Garantito Igp: i grandi bianchi di Mastroberardino

Piero Mastroberardino e Massimo Di Renzo
Piero Mastroberardino e Massimo Di Renzo

Siamo al Radici resort esattamente un anno dopo: ormai è consuetudine quella di vederci con Piero Mastroberardino ad Atripalda nella tenuta che ha costruito e dove funziona l’Osteria La Tana del Lupo con il bravo e affidabile Francesco Spagnuolo ai fornelli. Come l’enologo Massimo Di Renzo, una sicurezza, due professionisti concentrati sul proprio lavoro come se il mondo dei social, il Paradiso dell’Ego incompiuto, non esistesse.
Sul tavolo alcune novità e alcuni ritorni. Al centro di questo incontro il progetto Stilema che riporta ai modelli anni ’80, meno esuberanti, più essenziali, che hanno reso l’azienda famosa in tutto il mondo. Il loro assaggio è una sorta di benchmark per il territorio anche il 2025 si annuncia una novità assoluta di cui avremo modo di parlare, gli spumanti metodo classico.

I vini bianchi di Mastroberardino

Campania Bianco Nero a Metà 2020 IGT
Devo ammettere di aver un po’ sottovalutato questa etichetta a cui Piero invece tiene molto. Si tratta di un Aglianico vinificato in bianco, un po’ come si usava negli anni ’90 sia in Campania che in Puglia. La differenza, in questo caso è che l’azienda ci crede fino in fondo e il vino presenta una gran bella struttura, note di pera matura, pompelmo, note di spezie. Lunghissimo sorso finale. Grande carattere. Gli anni lo hanno messo in equilibrio e pronto a qualsiasi abbinamento. Sui 12-15 euro sul web

Greco di Tufo Stilema 2020 DOCG
Una piccola anteprima per l’uscita prevista a marzo. Siamo spiazzati dalla profondità di questo bianco e dalla complessità. Grandissima eleganza e finezza. Naso di arancio e agrume, note sulfuree. Al palato è ben delineato, lungo. Una piccola parte, meno del 10 per cento, viene passata in legno ed è probabilmente questo accorgimento che consente un allungo. Il costo si aggira sui 25 euro.

Greco di Tufo Stilema 2017 DOCG
Riproviamo per l’occasione questa vecchia annata, vivace e ricca di energia come se fosse stata spillata dalle vasche appena qualche mese fa. Grandi note di zolfo, il vino è pieno, si riscontra una affidabilità del prodotto. Grande bianco, lungo, si sente lo zolfanello.

Fiano di Avellino Stilema 2020 DOCG
Anche questo è un assaggio in anteprima perché l’uscita commerciale è prevista in aprile. Parliamo di un bianco davvero stupendo con sentori di frutta matura. Naso elegante, fine, al palato manifesta grandissima energia. Una nota balsamica e vegetale lo alleggerisce e lo rinfresca, la chiusura è precisa, amarognola, lunghissima. Anche qui siamo sui 25 euro.

Fiano di Avellino Stilema 2016 DOCG
Anche in questo caso procediamo con un riassaggio del passato. Serve a dimostrare la grandezza del vitigno con il passare del tempo. A otto anni dalla vendemmia questa versione presenta un naso complesso, rimandi floreali, piacevoli, fruttati. Tartufo, idrocarburo, mandorla amara. Freschissima, gioventù, lungho, amaro, sapito, salato. Nota finale amara lasciata pulito il palato.

Irpinia More Maiorum 2019 DOC
Questa etichetta con gli anni ha cambiato protocollo: da solo Fiano passato in legno vede adesso un blend di Fiano e Greco. Fermentazione e affinamento in legno sia barrique che tonneaux di diverse tostature.
Palato elegante, fine, molto piacevole lungo. Cremoso, con note di pasticceria, non stucchevole. Freschezza lunga, piacevole. In commercio fra sei, sette mesi. Sui 25 euro.

Degustazioni come queste rafforzano la convinzione di potenzialità ancora sostanzialmente inespresse dei bianchi irpini anche se ormai sono numerose le aziende che giocano bene sul tempo. Fiano e Greco sono due grandissime uve che non temono confronti quando vengono coltivate in questo areale cosi circoscritto e unico. Le forti escursioni termiche restano nonostante il global warming e, anzi, possiamo dire che in queste zone fredde favorisce il viticoltore nella gestione della maturazione delle uve. Il Greco, ma soprattutto il Fiano, sono praticamente immortali se partono da un progetto di lungo periodo. Ed è ancora una volta la Mastroberardino a dettare i tempi.

Luciano Pignataro

Luciano Pignataro

Laureato in Filosofia e giornalista professionista, lavora al Mattino dove da anni cura una rubrica sul vino seguendo dal 1994 il grande rilancio della viticoltura campana e meridionale. Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell'agricoltura ecocompatibile. È autore per le Edizioni dell'Ippogrifo delle uniche guide, sponsor free, sui vini della Campania e della Basilicata andate ripetutamente esaurite oltre che del fortunato Le Ricette del Cilento giunto alla terza edizione. Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani, 101 vini da bere almeno una volta nella vita. Ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano nel 2008. Dal 1998 collabora con la Guida ristoranti Espresso, è impegnato nella nuova guida Vini d'Italia di Slow Food. Fa parte del gruppo Garantito Igp.

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