Emergenza Covid-19, pregi e virtù della comunicazione virtuale, l’agenzia di comunicazione Fruitecom ci racconta la sua esperienza

Saremo sempre più digitali e “smart” in molti ambiti della nostra vita, con quello che ne consegue anche in termini di un ripensamento stabile dell’organizzazione del lavoro e di certe attitudini e abitudini di consumo.
In questo periodo complesso e difficile che ha obbligato tutti noi a cambiare il nostro stile di vita, interrompendo gli eventi e i momenti di condivisione, che iniziative e soluzioni avete adottato?
Quali sono stati i riscontri sia da parte dei giornalisti sia da parte dei vostri clienti? Una buona pratica che riprenderete anche finita l’emergenza?
I riscontri, dopo le prime degustazioni “virtuali”, sono stati ottimi, anzi, probabilmente anche al di sopra delle nostre aspettative. Ai produttori l’idea è piaciuta, sebbene qualche comprensibile iniziale timore, talvolta, ci sia stato. I giornalisti e i degustatori, invece, si sono adattati subito con grande slancio a questa novità, probabilmente perché già più avvezzi ad usare gli strumenti di video call nel loro lavoro quotidiano. Insomma la formula è piaciuta, i produttori hanno tutto il tempo per illustrare la propria azienda e vini, i degustatori per porre domande degustando comodamente da casa una serie di bottiglie. Se le degustazioni virtuali proseguiranno anche in futuro, al di là della situazione delicata che stiamo vivendo, è presto per dirlo, anche se pensiamo proprio di sì. I pranzi e le cene stampa rimarranno, quando si potranno nuovamente svolgere, un momento anche conviviale che certo non pensiamo di accantonare. Allo stesso tempo è però vero che questo genere di incontri virtuali hanno dalla loro molti vantaggi un po’ per tutti: in primis riducono i tempi e rendono le degustazioni più sostenibili anche economicamente, inoltre consentono ai degustatori di avere a casa vini che possono degustare nuovamente con calma.
Questo potrebbe rivelarsi una nuova opportunità di comunicazione, quali sono i possibili vantaggi e gli eventuali svantaggi del lavoro agile nelle PR?
Il lavoro di chi si occupa di pubbliche relazioni ha un aspetto che è imprescindibile, come forse è ovvio, anche se è bene ribadirlo: il rapporto umano. Aspetto che, naturalmente, è possibile coltivare con tanti strumenti che la tecnologia ci fornisce, e dei quali stiamo esplorando pregi e virtù proprio in questo periodo di emergenza come forse non avremmo fatto altrimenti. L’incontro dal vivo, però, non è secondario, soprattutto nella fase iniziale di conoscenza tra azienda e i professionisti della comunicazione e, in questo periodo, non è facile sempre instaurare quel primo rapporto di reciproca fiducia che nasce durante un incontro dal vivo, magari proprio in azienda dal cliente. Diciamo però che, guardando invece il bicchiere mezzo pieno, stiamo imparando sul campo come un certo numero di attività che forse prima avremmo fatto spostandoci fisicamente, ora è possibile invece farle tranquillamente con una videochiamata. Non è un aspetto secondario e ce ne accorgeremo soprattutto in futuro di questo.
Avete adottato anche ulteriori possibili strategie e/o possibili strumenti di marketing da sviluppare o adottare anche per la fase post emergenza COVID-19?
Da agenzia, il nostro essere stati sempre molto attenti agli strumenti che il mondo digital e i social media mettevano a disposizione si è dimostrato utile in un periodo come questo. Con un pizzico di creatività, abbiamo potuto proporre alle realtà che seguiamo nuove modalità per restare in contatto con i propri pubblici, in un momento in cui il mondo si è temporaneamente fermato. I social media, in questa fase, si stanno rivelando uno strumento quasi imprescindibile per comunicare e, quindi, anche a livello di marketing in generale. Le strategie future, però, dipendono molto da quando e come usciremo da questa crisi.
Se e quali richieste vi sono state fatte dai vostri clienti?
C’è chi si prende questo tempo di “attesa” per lavorare da dietro le quinte e prepararsi alla ripartenza, studiando strategie da mettere in campo per far fronte alla evoluzione degli scenari che, inevitabilmente, questa emergenza porterà con sé. E noi, in qualità di consulenti per tutto ciò che concerne la comunicazione integrata, ci mettiamo a disposizione per dare il nostro contributo. In generale, in un momento di distanziamento sociale che ha visto la cancellazione di importanti fiere ed eventi di settore, molti guardano positivamente al digitale, o per rivolgersi all’esterno – campagne social, webinar rivolti a clienti o degustazioni online – o anche ai propri dipendenti, per formare il personale interno e la rete vendita.
Ogni impresa può decidere come gestire e governare le proprie azioni e la propria comunicazione, esigenze e strategie sono diverse in base al vostro cliente? Quali le sostanziali differenze tra singola azienda e consorzio?
Come agenzia specializzata in Food & Wine, lavoriamo per realtà sia piccole che grandi, che operano in contesti di tutti i tipi: c’è chi deve comunicare soprattutto all’estero e chi principalmente in Italia, chi si rivolge alla grande distribuzione e chi invece all’horeca e al dettaglio specializzato. Sono tutti fattori che portano ad avere esigenze differenti anche in questo momento. Per quanto riguarda il secondo punto della domanda, in generale, soprattutto in una situazione di emergenza come questa, il ruolo di un Consorzio è fondamentale per interfacciarsi con le istituzioni e per cercare di focalizzare l’attenzione su problemi che hanno un impatto su tutta la base produttiva e la filiera nel suo complesso.
Cosa ci possiamo aspettare per il prossimo futuro? Il vostro punto di vista
Bella domanda, non semplice rispondere. Sicuramente sarà difficile, nel breve periodo, e probabilmente anche nel medio, tornare a fare le stesse cose di prima nello stesso modo. Pensiamo ai classici eventi del vino o del cibo in generale: come organizzarli in una nuova forma che consenta di rispettare la distanza tra le persone, rispettando tutti gli accorgimenti sanitari che si renderanno necessari, e allo stesso tempo far sì che si raggiunga l’obiettivo sperato? Non facile. Sicuramente, già ora, è fondamentale non “fermarsi” in attesa di avere tutti gli elementi per capire come andranno le cose. È necessario comunicare che tutti, le filiere di prodotto, le aziende e i consorzi, ci sono e sono operativi, anche se questo significa rivedere organizzazioni, piani e strategie. L’omnicanalità, della quale tanto si è parlato negli ultimi anni, diventerà probabilmente non più solo un’opportunità ma un’esigenza imprescindibile: chiunque, all’interno della filiera, dovrà essere sempre più disponibile a prendere in considerazione strumenti e modalità di comunicazione che uniscano dimensione fisica e virtuale.
Fosca Tortorelli



