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È morto Gabriele Ronzoni, grande vignaiolo di Lambrusco a Campogalliano

Gabriele Ronzoni

 

Sono passati quattro anni da quando ho avuto il piacere di conoscere Gabriele Ronzoni, piccolo produttore di Lambrusco nel comune di Campogalliano, a pochi chilometri da Modena. Ho visitato la sua azienda, Casalpriore, ho parlato con lui per un intero pomeriggio, ho osservato le sue vigne, ascoltato i suoi racconti, ho visto il suo orgoglio di viticoltore di fronte a piante di oltre cento anni.
Una persona splendida, dagli occhi straordinariamente dolci, il suo sguardo aveva qualcosa di antico e profondo, oggi probabilmente patrimonio di pochissimi, in un’epoca dove produrre e consumare è il motto di qualsiasi partito politico, segno di un sistema sociale fallimentare che ci sta portando a una sempre più veloce crisi planetaria, che nessuno vuole realmente prendere sul serio.
Gabriele mi ha permesso di entrare nel suo mondo, di conoscere più nel dettaglio i suoi vini e, soprattutto, la sua storia, fatta di cose semplici, ma anche di tanta volontà e passione.
Fra i tanti produttori di Lambrusco che ho conosciuto, grazie a Terre di Vite, evento ideato da Barbara Brandoli al quale collaboro da 9 edizioni che si svolge al Castello di Levizzano Rangone a due passi da Modena, è sicuramente quello che mi ha più colpito, non solo per i vini straordinariamente diretti, veri, senza trucchi o scorciatoie per piacere di più, ma soprattutto per la sua personalità, per la sincerità che comunicava attraverso il suo sguardo, uno sguardo che trasmetteva una purezza disarmante, senza difese né maschere, come sono i suoi vini.
Non sono un amante del Lambrusco, ma devo ammettere che i suoi avevano una bellezza e una capacità di accalappiare la mia attenzione come pochi altri.
La notizia, arrivatami dalla figlia Alessandra, mi ha lasciato un senso di disagio, di vuoto, la sensazione netta che tutti noi che lo abbiamo conosciuto abbiamo perso qualcosa, un uomo appartenente a un mondo di cui abbiamo sottovalutato l’importanza e la necessità.
Certo, un pomeriggio e fugaci momenti durante l’evento al castello non sono molto per conoscere a fondo una persona, ma io non ho dubbi, Gabriele era un uomo buono, semplice, con i suoi pregi e difetti come tutti, ma con un cuore sicuramente grande, che traspariva in modo inequivocabile dai suoi occhi.
Con la redazione tutta, le più sincere condoglianze alla famiglia, sperando che i suoi vini continuino a mantenere vivo il suo ricordo.

Roberto Giuliani

Qui l’articolo a lui dedicato nel novembre 2015.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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