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Editoriali

E’ morto Alfredo Currado, fondatore della storica azienda vinicola Vietti di Castiglione Falletto


Alfredo Currado e Bartolo Mascarello ritratti da Gerald WeimaxQuesta bella foto di Gerald Weisl, che ritrae Alfredo Currado e Bartolo Mascarello, davanti a un bicchiere di vino nello studio rivestito di libri di Bartolo, mi sembra l’immagine migliore per ricordare due grandi uomini, persone fondamentali nella storia vinicola piemontese, di grande onestà intellettuale, avulsi da qualsiasi moda e portatori di una saggezza e una purezza d’animo che oggi sembra sempre più privilegio rarissimo. Alfredo, classe 1932, fondatore con la moglie Luciana dell’azienda vinicola Vietti di Castiglione Falletto, dalla quale sono nati grandissimi vini di Langa, come i Barolo Rocche, Lazzarito, Castiglione, Brunate, Villero, il Barbaresco Masseria dal vigneto di proprietà in Neive, lo straordinario e longevo Dolcetto d’Alba Tre Vigne, ma anche eccellenti Barbere e Moscati d’Asti, ci ha lasciato sabato scorso dopo una lunga malattia che lo aveva allontanato da tempo da ciò per cui ha speso con amore e passione mai sopita, la sua esistenza.
E’ stato anche personaggio fondamentale per aver riportato alla luce una varietà di vite che stava ormai scomparendo, l’Arneis, tanto che gli valse il soprannome di “padre dell’Arneis”. Alfredo e Bartolo hanno seguito due filosofie diverse con lo stesso amore: Bartolo produceva un solo Barolo ottenuto da più vigneti perché secondo lui era questo il percorso più giusto per dare la massima complessità e fascino al vino: il meglio da appezzamenti con caratteristiche diverse per composizione del terreno, esposizione, altitudine, un nebbiolo che rappresentasse un territorio nella sua completezza, secondo una tradizione antica. Alfredo, invece, è stato l’iniziatore di una corrente che vedeva nella selezione da singolo cru un nuovo modo di proporre il Barolo e il Barbaresco, per mettere in risalto le diverse peculiarità di ciascun vigneto. Ad Alfredo va anche il merito di essere stato grande promotore del Barolo negli States.
Dal 2000 il figlio Luca e il genero Mario Cordero hanno preso le redini dell’azienda che portano avanti con il massimo impegno, nel rispetto della tradizione di famiglia ma con uno sguardo sempre volto a migliorare la qualità e la piacevolezza dei propri vini. Certamente tutti noi, ne sono convinto, dobbiamo qualcosa a questi due grandi uomini, figure che il tempo non potrà mai cancellare e di cui sentiremo sempre più la mancanza. Alla famiglia di Alfredo vanno le più sincere condoglianze da parte di tutta la redazione.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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