Degustazione verticale di Taurasi Radici Riserva – Mastroberardino
Il Wine Show di Torino, che si è svolto a fine ottobre al Lingotto Fiere di Torino, tra le poche iniziative di pregio figurano sicuramente le svariate degustazioni organizzate avvalendosi della preziosa collaborazione e competenza della FISAR di Torino. Tra quelle ha cui ho partecipato, ho molto apprezzato la degustazione di Taurasi Radici Riserva della nota azienda avellinese Matroberardino, una verticale di un poker di annate per celebrare il centotrentesimo anniversario dall’iscrizione dell’azienda Mastroberardino alla Camera di Commercio di Avellino, che hanno permesso di identificare pregi e virtù del grande vitigno autoctono Aglianico.
Questo vigneto a bacca rossa, insieme al Piedirosso ed ai bianchi Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe, quest’ultimo in particolare nella zona vesuviana, fa parte del prezioso patrimonio enogastronomico della Campania. In termini di numeri, la superficie vitata contemplata dal disciplinare delle Doc e Docg campane ammonta a 7.500 ettari circa, tra cui rivestono maggiore importanza le Docg Taurasi (713 ha), Fiano d’Avellino (376 ha) e Greco di Tufo (671 ha). Il vigneto da cui l’azienda di proprietà di Antonio Mastroberardino, figlio di Michele Mastroberardino, il pioniere che con caparbietà e coraggio fin dall’inizio del Novecento portò il vino campano nel mondo con frequenti viaggi di promozione oltreoceano, raccoglie le uve per produrre uno dei vini d’eccellenza del panorama italiano, si trova in località Mirabella Eclano, 60 ettari tra i 350 e i 500 metri di altezza di terreno calcareo con una forte presenza di cenere vulcanica e una produzione limitata a circa 70 quintali/ettaro.
Il vino, dopo una macerazione sulle bucce la cui durata in certe annate sfiora i trenta giorni, prima dell’immissione in commercio invecchia almeno 4 anni nella secolare cantina di famiglia, di cui circa 30 mesi parte in barrique di rovere francese e parte in botti di rovere di Slavonia. Al fine di incrementare la complessità del vino evitando però di snaturarlo, da qualche anno l’azienda si avvale di ben nove fornitori di botti e barrique con diversi gradi e tipi di tostature. Attualmente le bottiglie di Taurasi Radici Riserva ammontano a circa 15.000 bottiglie, che equivale a seconda degli anni a circa il 10-15% dell’intera produzione di Mastroberardino. La degustazione, condotta con estrema simpatia e competenza da Dino Torrone, responsabile della cantina campana, verteva sulle annate 2003, 1999, 1998 e 1997, tutte ancora in vendita nello spaccio aziendale.
Taurasi Radici Riserva 2003 – L’annata, nota come una delle più calde degli ultimi 30 anni, si presentava con una primavera asciutta, seguita da un’estate torrida e un autunno con piovosità praticamente inesistente, condizioni che hanno limitato pesantemente la resa delle uve (- 60%). Il vino si presenta di un bel rosso rubino, con una concentrazione al naso e in bocca di frutta fresca, in particolare fragola, mirtillo, e di un fine sentore di tabacco, seguito da aromi come il pepe nero e la vaniglia. Un vino fresco, con un’acidità e un tannino già equilibrati, che gli regalano fin d’ora una buona beva.
Taurasi Radici Riserva 1999 – Annata caratterizzata da un giusto equilibrio tra periodi freschi e piovosi ed altri più caldi e asciutti, con una vendemmia molto lunga, durata da fine ottobre a metà novembre, intervallata a fine ottobre da un breve periodo di pioggia. Il vino nel bicchiere ha un leggero riflesso aranciato, in bocca si percepisce ancora una buona freschezza grazie a una importante nota di acidità iniziale, tannini morbidi, che regalano un’ottima bevibilità e persistenza, lasciando comunque immaginare ancora una buona longevità.
Taurasi Radici Riserva 1998 – Il vino in questo caso riflette pienamente l’annata particolarmente piovosa (statisticamente la più piovosa dell’ultimo decennio), filosofia presente a dire il vero in tutti i vini dell’azienda. A causa delle forti piogge di fine settembre infatti la vendemmia slittava fino a inizio novembre. Nette sfumature aranciate, al naso si percepiscono note di anice stellato, tabacco, mentre in bocca il tannino è un po’ aggressivo e la persistenza non è eccessiva.
Taurasi Radici Riserva 1997 – Andamento climatico tendente al siccitoso, parzialmente compensato da piogge ad inizio settembre. Un vino nel complesso di stampo classico, molto piacevole, un mix di spezie e frutta matura al naso, una buona freschezza in bocca, tannino fine e abbastanza morbido, gli donano una grande bevibilità.
Luciano Pavesio




