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Le Doc della Campania: Falerno del Massico

Le Doc della Campania: Falerno del Massico

Falerno del Massico D.O.C. (Ultima modifica: D.M. 10/3/2011 – G.U. n.67 del 23/3/2011)

zona di produzione
● in provincia di Caserta: comprende il territorio amministrativo dei comuni di Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e Sessa Aurunca;

base ampelografica
● bianco: falanghina, min. 85%, possono concorrere uve di altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Campania max. 15%;
● rosso, riserva: min. 60% aglianico, max. 40% piedirosso, possono concorrere uve di altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Campania max. 15%;
● con menzione del vitigno rosso: Primitivo (anche riserva, vecchio), min. 85%, possono concorrere aglianico e/o piedirosso e/o barbera max. 15%;

norme per la viticoltura
i nuovi impianti e reimpianti devono prevedere un numero di ceppi per ettaro non inferiore a 3.500 e la forma di allevamento a filare;
è consentita l’irrigazione di soccorso anche a mezzo di specifici impianti fissi;
la resa massima di uva in coltura specializzata non deve essere superiore a 10 t/Ha;
le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino “Falerno del Massico” un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 11,50% per la versione “Bianco”, 12% per la versione “Rosso” e 12,50% per la tipologia “Primitivo”;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio e di imbottigliamento devono essere effettuate nell’ambito dei territori amministrativi dei comuni anche parzialmente inclusi nella zona di produzione delle uve;
i vini “Falerno del Massico” Rosso e “Falerno del Massico” Primitivo, prima dell’immissione al consumo, debbono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento di 12 mesi a decorrere dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve;

norme per l’etichettatura
il vino “Falerno del Massico” Rosso, se sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a 2 anni, di cui uno in botti di legno, può fregiarsi della menzione “Riserva“; il vino “Falerno del Massico” Primitivo, se sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a 2 anni, di cui uno in botti di legno, può fregiarsi delle menzioni “Riserva” o “Vecchio“;
sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino “Falerno del Massico” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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