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Letture istruttive

Vini e terre di Borgogna – In viaggio attraverso la Côte d’Or

Immagine in BorgognaQuando ho letto in copertina che gli autori di questo pregevole libro erano Camillo Favaro e Giampaolo Gravina mi sono sentito tranquillo, per me sono una sicurezza, come è una sicurezza Artevino, agenzia che conosco già da qualche anno per la sua condivisione con Gheusis dell’evento langhetto “Nebbiolo Prima”. Camillo, uno degli artefici di Artevino, è l’elemento trainante di quell’azienda di Piverone che sta riscuotendo sempre maggiori successi con l’Erbaluce di Caluso e il Rossomeraviglia, ottenuto da un piccolo vigneto di syrah, ma è anche un grande conoscitore della Borgogna (si è già fatto apprezzare al fianco di Riccardo Zola con il volume “Vini e percorsi di Borgogna”, edito nel 2007 sempre da Artevino). Giampaolo, che conosco da una decina d’anni, dai tempi in cui seguiva Uno e Bino, uno dei locali più interessanti del quartiere San Lorenzo a Roma, è uno dei curatori della Guida ai vini d’Italia de L’Espresso, penna intelligente e forbita, grande affabulatore, le sue conoscenze in campo enoico (e non solo) hanno pochi rivali.
Detto questo, “Vini e terre di Borgogna” è un volume di circa 330 pagine che si legge con grande piacere, adatto ad inesperti, ad intenditori come a semplici appassionati,
Toccati nel profondo dalle lapidarie frasi di Dominique Lafon (“La tradizione si costruisce giorno dopo giorno, è frutto di esperienze ma anche di errori. La tradizione non è una cosa statica“) e di Jean-Pierre Charlot (“La Borgogna non è solo i grandi domaines!“), Camillo e Giampaolo hanno fatto proprie queste indicazioni e puntato a dare ampio spazio anche alle nuove realtà, ai “giovani che avanzano”, alla nuova Borgogna, giocando anche a smontare molti luoghi comuni che tendono a catalogare e classificare una Borgogna enormemente complessa nelle norme ma spesso intarsiata di numerose eccezioni.

Vini e Terre di BorgognaSi parte da “Climats”, espressione intraducibile se non trascurandone le numerose sfumature, la cui identità è racchiusa nel connubio fra le radici storico-culturali e la geologia dei terreni, l’esposizione, il microclima che caratterizzano parcelle vitate di particolare pregio. Nella Côte d’Or questi lembi di terra vitata sono ben 1247, ripartiti in un’area di circa 70 km tra Dijon e Santenay, così importante da essere candidata a Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Si parla quindi di geologia, con relative carte illustrate, di storia passando per le abbazie, i duchi, la renaissance, di clima dedicando un importante capitolo alle annate migliori dal 1945 al 2010.
Un breve ma fondamentale capitolo è dedicato alle uve che più rappresentano questa straordinaria regione enoica, il pinot nero, lo chardonnay e l’aligoté, vitigno molto diffuso e utilizzato laddove le altre due uve non trovano le giuste condizioni.
Bellissima ed emozionante la parte dedicata a tre domaines fuoriclasse di cui tacere sarebbe stato sacrilegio: Domaine de la Romanée-Conti magnificamente raccontato da Armando Castagno e corredato della descrizione di quattro vini inarrivabili (anche economicamente), mentre Fabio Rizzari ci regala una gustosa pagina sulla produttrice più famosa di Borgogna (e non solo), madame Lalou Bize Leroy, accompagnata da una selezione dei suoi migliori Grand Cru. Infine Gianni Fabrizio ci descrive con emozione pregi e meriti del grande Armand Rousseau, a lui particolarmente caro.
Non poteva mancare una parte dedicata alla classificazione dei vini e al sistema delle Appellations, ben descritta attraverso un metodo più discorsivo che ne rende facile la lettura anche per i meno esperti.
Ed eccoci alla parte centrale, quella che occupa il maggior numero di pagine ed è rappresentata da una selezione dei più interessanti domaines e vini della Côte d’Or, corredata di mappe delle appellations: vengono descritte ben 100 cantine e raccontati 400 vini fornendo anche un’utilissima informazione sul prezzo di ciascuno.
Veramente apprezzabile il capitolo dedicato alle “Dritte dei Vignerons“, dove numerosi protagonisti del vino borgognone si raccontano in prima persona e non mancano di dare preziosi consigli su percorsi, luoghi, ristoranti dove assaporare il meglio della cucina locale.
A corollario di un lavoro davvero pregevole, una sezione sui ristoranti, bistrots ed enoteche da non perdere, con tutte le informazioni necessarie per raggiungerli, contattarli o visitarli online.

Vini e terre di Borgogna – In viaggio attraverso la Côte d’Or
di Camillo Favaro e Giampaolo Gravina
Editrice Artevino
Pag. 336
Prezzo 22 €
Sito di riferimento: www.passioneborgogna.it

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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