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L’ecologia è sovversiva perché mette in discussione l’immaginario capitalista dominante. Ne consegue l’assunto fondamentale secondo cui il nostro orizzonte è il continuo aumento della produzione e dei consumi. L’ecologia mette in luce l’impatto catastrofico della logica capitalistica sull’ambiente naturale e sulla vita degli esseri umani. Cornelius Castoriadis
Ricordare Teobaldo Cappellano oggi, a due anni dalla sua prematura scomparsa, non è solo ritornare a parlare di un uomo straordinario che tanto e di buono ha fatto nel mondo del vino, questo io lo do per assodato, è piuttosto l’occasione per fermarsi un attimo e riaprire il discorso sull’ambiente che, al contrario, è troppo spesso accantonato o volutamente dimenticato a scapito di una sempre più massiccia e spietata produzione. All’interno di questo complesso e poco decifrabile mondo del vino, mi sono spesso chiesta quali fossero le strade da seguire per arrivare il più possibile vicino alla verità, se il percorso era giusto affrontarlo da sola, se caricarmi d’informazioni o se dedicarmi all’ascolto di persone più esperte di me. Ora sono sicura che non esiste una sola via, tutte queste citate sono necessarie se si vuole aprire un dialogo sincero con il vino e, sono però altrettanto sicura che persone come Baldo Cappellano rimarranno uniche e inimitabili. Gran parte di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere Baldo e di passare qualche ora in sua compagnia, testimoniano il fatto di come lui fosse restio a parlare del suo vino e in generale anche di quello di altri produttori, spostando invece l’attenzione sul concetto più ampio e onnicomprensivo dell’esigenza di un ritorno alla via del naturale e del totale rispetto dell’ecosistema. Qualcosa che va al di là e oltre il concetto di biologico. Ci sono produttori che riducono il frutto del loro lavoro al semplice racconto dei tecnicismi e dei passaggi tra la maturazione dell’uva e l’imbottigliamento, informazioni che sono sì importanti se si pensa al vino come un’idea, se si pone più attenzione al risultato piuttosto che al percorso. Baldo, io credo, i suoi più lunghi discorsi li abbia fatti in vigna, parlando con la terra e con le piante, con il sole, la pioggia e il vento. Tutto questo sapere è ciò che l’ha reso una persona unica, come lo sono gli essere umani innamorati dell’amore, persone che hanno una sensibilità superiore e che vivono all’interno di un sentimento che non è solo rivolto ad una persona ma che spazia e vibra attraverso tutte le forme di vita. Ma Teobaldo Cappellano non è stato solo un timido vignaiolo, così convinto com’era della forza sovversiva dell’ecologia, è stato spesso voce tonante e controcorrente rispetto quella parte di produttori che cercavano in tutti i modi scorciatoie per aumentare i profitti. E’ stato baluardo e sentinella, con quella forza anarchica che solo un uomo convinto di essere nel pieno rispetto di tutte le regole ed eticamente giusto verso la natura e verso l’uomo, può avere. Uno tra gli importantissimi motivi per ricordare Teobaldo Cappellano è quello di tenere ben presente ciò che è stato il suo esempio come coltivatore e come uomo. Un esempio che non troveremo sui libri ma che possiamo rivivere ogni volta che, facendoci da parte, riusciremo ad entrare in sintonia totale con la natura, ascoltarne la voce nella convinzione che ci sia sempre qualcosa da imparare.
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