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InvecchiatIGP: Gavi 10 Anni 2010 Villa Sparina

Le terre del Gavi
Le terre del Gavi

Il Gavi, storico vino piemontese prodotto da cortese in purezza, ha recentemente festeggiato a Roma i 50 anni dal riconoscimento della DOC. Era l’anno 1974 quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le denominazioni di origine controllata, istituite con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di qualità rappresentativi di una specifica area territoriale.
La zona di origine del Gavi Docg, prodotto con uva cortese in purezza, si trova nel sud est del Piemonte, al confine con il comune di Genova, e dista 90 km da Milano e 130 km da Torino. Il disciplinare limita la zona di produzione a 11 comuni compresi nella provincia di Alessandria. Ciò che rende speciali le terre del Gavi è sicuramente l’incontro tra il vento marino che soffia dal Mar Ligure e la neve dell’Appennino. Il clima moderatamente continentale, gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, l’altitudine dei pendii e l’esposizione, i terreni marnosi, calcarei e argillosi danno vita al Grande Bianco Piemontese: un terroir originale che ritroviamo nel bicchiere.
I 1.600 ettari di vigneti si trovano a un’altitudine media compresa tra i 180 e i 450 m.s.l., con pendenza variabile ed esposizione generale orientata verso nord-ovest e sud-est. Dal punto di vista geologico, il terroir del Grande Bianco Piemontese si divide in Terre Rosse, Fascia Centrale e Terre Bianche.

Vigneti in estate

Le argille rosse rappresentano la fascia settentrionale della denominazione, quella che dalla pianura alessandrina si eleva a colline caratterizzate da dolci pendenze. Suoli di colore rossastro, a prevalenza argillosa, ricchi di ferro, creati dai depositi alluvionali accumulati dalla lenta azione erosiva dei fiumi. È la fascia climaticamente più calda e regala Gavi di ottimo corpo e struttura.
La fascia centrale, che affiora sulla linea che unisce Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo, vede un’alternanza di marne e arenarie. Terreni misti di argille, sabbie e ciottoli dove non mancano terrazzamenti fluviali, formazioni marine e rocce derivate da crosta oceanica. Sono le aree che donano Gavi in profondo equilibrio tra struttura e sapidità.

Villa Sparina - Gavi DOCG “Monterotondo” 2010

Le terre bianche, infine, rappresentano la parte più meridionale del comprensorio, che si fa sempre più ripida avvicinandosi all’Appennino, superando i 400 metri di altitudine. I terreni diventano chiari, caratterizzati da marne tufacee di origine marina, ricche di microelementi e fossili. Suoli decisamente più poveri e duri, immersi in un clima più rigido e ventilato. Da qui provengono Gavi caratterizzati da estrema finezza, delicati profumi e spiccata mineralità.
Durante la cena di festeggiamento dei 50 anni dalla DOC, ho potuto apprezzare anche la longevità del Gavi grazie ad una delle aziende di riferimento della denominazione ovvero Villa Sparina. L’azienda, una delle più storiche nel territorio, dedicata alla viticoltura oltre 70 ettari di vigneti tra i quali spicca un piccolissimo appezzamento, sito in località Monterotondo, dove vecchie piante di cortese di almeno 60 anni sono piantate su terreni costituiti prevalentemente da argille rosse.
La famiglia Moccagatta ha lasciato riposare questo Gavi per 10 anni all’interno delle sue storiche cantine al fine di regalare, almeno negli intenti, un vino dalla grande personalità.
Beh, diciamo che l’obiettivo è stato assolutamente perseguito perché il vino da me degustato, nonostante ancora un legno in fase di integrazione, si è fatto apprezzare per una vivacità ed una complessità aromatica che spaziava dalla mela golden alla frutta esotica fino ad arrivare di agrumi, spezie dolci su un letto sapido e minerale. Coerente al gusto, l’ampia avvolgenza glicerica sostiene ed equilibra una sferzata fresca e a tratti salmastra di ampio respiro.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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