Barbaresco Camp Gros Martinenga e Gaiun Martinenga 2009 a confronto
Chi conosce i Marchesi di Grésy sa sicuramente che Martinenga è dal lontano 1797 proprietà della famiglia, 12 ettari vitati su un’estensione totale di quasi 24 ettari, oggi MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva), in cui dimorano nebbiolo, barbera, cabernet sauvignon, chardonnay e sauvignon blanc.

Di fatto, quindi, i Barbaresco che in etichetta riportano “Martinenga” sono esclusivamente quelli della Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy, sebbene in passato ci siano state alcune eccezioni da parte di Produttori del Barbaresco (Cru Martinenga) e Ceretto (Vigneto Martinenga).
All’interno di questa MGA piuttosto ampia, le aree di maggior pregio sono “Gaiun”, che si trova sotto la borgata Asili e ha un’estensione di circa 2,30 ettari, e “Camp Gros” che si trova in direzione del Rabajà.
Il vigneto Gaiun (diviso in due appezzamenti) è esposto a Sud a un’altitudine che va dai 230 ai 290 metri s.l.m., il Camp Gros (anch’esso diviso in due appezzamenti) è esposto a Sud-Ovest a un’altitudine che va dai 240 ai 290 metri s.l.m..
La vicinanza con l’Asili per il primo e il Rabajà per il secondo, influenza fortemente i vini, spingendo sull’eleganza il Gaiun e sull’austerità e maggiore struttura il Camp Gros.
Di fatto i due vigneti si trovano alle estremità opposte dell’anfiteatro che compone il Martinenga e il terreno che li compone ha una diversa concentrazione di tufo e marne azzurre.
La prima annata del Gaiun Martinenga è del 1982 mentre quella del Camp Gros Martinenga risale al 1978; la scelta della 2009 è dovuta semplicemente al fatto che questi vini più invecchiano e più sono buoni, quando sono usciti li avevo già apprezzati molto e, infine, inutile nasconderlo, in cantina l’accoppiata era disponibile solo per questo millesimo.
Ma veniamo alla degustazione:

– Barbaresco Gaiun Martinenga 2009 Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy
Colore granato ancora abbastanza compatto, sin dal primo impatto esprime una certa rotondità di frutto, maturo ma senza toni da confettura, la ciliegia e la prugna sono dominanti, poi emerge chiaro il tabacco, segue liquirizia, pepe, cenni di cuoio e sottobosco, cioccolato fondente; prosegue su toni boschivi, di felce, alloro, poi leggero cardamomo.
Al palato ha raggiunto un ottimo equilibrio, il tannino è ormai integrato e l’acidità mantiene vigore rendendo il sorso vivo e intenso. Un tripudio speziato, con qualche accenno a funghi ma anche un piacevole ritorno fruttato creano una combinazione di assoluto fascino. L’eleganza è il suo punto di forza, dimostra di essere in condizione perfetta e non certo alla fine del suo cammino.

– Barbaresco Camp Gros Martinenga 2009 Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy
Colore simile ma leggermente meno luminoso, le note odorose appaiono inizialmente più evolute, ma in parte è dovuto alla natura più austera del vino, che si concede poco alla volta. Col passare dei minuti, infatti, si distende e allontana le note terziarie più spinte, si affacciano sfumature di viola macerata, spezie officinali, prugna, liquirizia, tabacco, una nota balsamica, fieno e cenni di goudron.
Al palato conferma la sua natura più “severa”, un tannino che in origine doveva essere fitto, oggi ben amalgamato con la polpa ancora fresca e con buona dinamica; inaspettatamente, però, non si erge con piglio superiore al Gaiun, ma rivela piuttosto qualche punto debole, ad esempio in una componente terziaria più spinta, in un’alcolicità leggermente sopra le righe e in un finale meno espansivo. Intendiamoci, è un signor vino, ma forse non è un caso che non sia stata fatta la Riserva 2009…
Roberto Giuliani




