Lupicaia 2020
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2026
Tipologia: IGT Toscana Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon, petit verdot
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CASTELLO DE TERRICCIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 100 a 150 euro
Da 33 anni il Lupicaia rappresenta il vino simbolo di Castello del Terriccio; nato in piena epoca dei “super tuscans”, è ottenuto da cabernet sauvignon con una quota di petit verdot (secondo l’annata può esserci merlot).
Interessante notare come il prezzo negli anni sia rimasto piuttosto stabile, visto che all’ingresso del 2002, il Lupicaia 1999 costava mediamente 180mila lire, mentre oggi si parte dai 95 euro (online) fino a superare i 150, ma se pensiamo che sono passati 24 anni, in rapporto al costo della vita attuale, non è certo salito alle stelle.
Come viene ottenuto? Dopo un’accurata selezione in pianta e poi in cantina sul tavolo di cernita, le uve vengono diraspate delicatamente e pressate lasciando integra la buccia degli acini. Le due varietà vengono mantenute separate per tutto il processo di vinificazione. La fermentazione alcolica si svolge in vinificatori d’acciaio inox a cappello aperto a temperatura controllata con macerazione delle uve per circa 20 giorni, durante i quali vengono effettuati délestage quotidiani. L’affinamento avviene in tonneaux di rovere francese di primo e secondo passaggio per circa 22 mesi e successivamente i due vini ottenuti vengono assemblati e si passa all’imbottigliamento.

Come è andata l’annata 2020? L’inverno è stato mite con piogge in più occasioni, mentre a marzo le temperature sono scese per alcune notti sotto lo zero. Primavera mediamente calda, con precipitazioni nella media, la fioritura è avvenuta tra il 20 e il 25 maggio.
A metà giugno si è manifestata un’intensa pioggia, fenomeno praticamente isolato, poiché tutta la fase estiva è stata decisamente siccitosa e molto calda fino alla fine di agosto, dove si è presentata finalmente la pioggia, seguita da un importante abbassamento delle temperature fino a 13 °C, fenomeno che ha consentito di completare la maturazione del petit verdot, mantenendone la freschezza grazie alle forti escursioni termiche tra giorno e notte. A fine settembre un ulteriore passaggio piovoso ha riportato le condizioni climatiche nella norma, la vendemmia si è conclusa ai primi di ottobre.
Nel calice il vino mostra un bel colore rubino intenso ma non eccessivamente profondo, il bouquet mantiene quell’eleganza che lo ha reso famoso: viola, eucalipto, marasca, ribes nero, prugna, curcuma, liquirizia, cioccolata, tabacco essiccato, effluvi balsamici.
Palato ricco ma ben sostenuto dalla freschezza, tannino levigato e per nulla aggressivo, sapore che richiama molto bene le sensazioni percepite all’olfatto, finale caldo ed equilibrato, sapido.