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Monferrato Rosso Uceline 2017

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
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Data degustazione:
05/2026


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: uvalino
Titolo alcolometrico: 15,5%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 24 a 27 euro


Anche quest’anno vi parliamo dell’Uceline, un vino che ha una storia molto affascinante. Un racconto che mostra la tenacia di una donna, alludo a Mariuccia Borio titolare di Cascina Castlèt, che desidera a tutti i costi difendere il patrimonio storico delle proprie colline attraverso un’antica cultivar autoctona, l’uvalino. La nostra protagonista – coadiuvata da uno staff enologico di prim’ordine – ha compiuto un grande lavoro inerente al sopracitato vitigno a bacca rossa, messo poi a disposizione dell’intera comunità. Quest’ultimo era praticamente scomparso, presente nella mente e nei racconti degli anziani del posto, che tuttavia, oggigiorno, grazie alle ricerche condotte assieme all’Università hanno evidenziato la sua presenza fin dall’800 in Astesana, così chiamato l’antichissimo territorio noto per la produzione di vini, grappe e spumanti.
Un territorio che conta ben 52 borghi pittoreschi tra il Monferrato e le Langhe, areale vitivinicolo Patrimonio Unesco dal 2014. Tra le colline di Costigliole d’Asti, fino a cinquant’anni fa, era diffusa la credenza popolare che l’uvalino custodisse proprietà taumaturgiche, ovvero legate ai miracoli; a tal riguardo ogni azienda ne coltivava qualche filare. La suddetta cultivar veniva vendemmiata per ultima e il più delle volte beccata dagli uccellini che ne andavano ghiotti. Avviene verso la fine di ottobre quando l’uva raggiunge una perfetta maturazione. Introdotto inizialmente all’interno di un vigneto sperimentale di Costigliole d’Asti, sede della Cantina, dove è stato sottoposto ad una rigorosa ricerca scientifica e agronomica. I grappoli raccolti a mano, e opportunamente selezionati, vengono adagiati in piccole cassette, traforate e successivamente collocate in un “fruttaio” ben ventilato e a temperatura controllata per oltre un mese dove subiscono ancora una leggera surmaturazione e appassimento. Il mosto ottenuto per pigiatura e parziale diraspatura viene avviato alla fermentazione, la stessa dura oltre 20 giorni. Fermentazione malolattica e affinamento avvengono in tonneaux di rovere da 5 hl., successivamente le bottiglie riposano almeno un anno prima della messa in vendita.
L’annata 2017, tra le più calde e siccitose del corrente millennio, rivela una trama cromatica profonda, calda, un bel rubino vivace di media trasparenza; estratto considerevole. Il timbro olfattivo è intenso e il bouquet di profumi piuttosto variegato. Si va da suggestioni floreali marcate, ovvero rossa e geranio selvatico, ad una spezia che richiama i dolci natalizi, ma anche eucalipto, grafite e radice di liquirizia.
Ne assaggio un sorso e ritrovo una pienezza gustativa che mostra il carattere delle uve e del grande lavoro svolto da Cascina Castlet – soprattutto in vigna a mio avviso – inoltre, la tensione acida e la sapidità rendono il vino piacevole, equilibrato, nonostante il peso dell’annata che non passa inosservato. A tavolo dà il meglio di sé soprattutto in abbinamento a brasati di manzo o stufati di agnello. Quattro chiocciole ben nutrite.

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