Dogliani 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PODERI LUIGI EINAUDI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 11 a 15 euro
L’iconica etichetta di Dogliani Poderi Luigi Einaudi nasce già nel 1897 e da allora non ha mai mancato una vendemmia, un bel primato non c’è che dire. Ogni anno ne vengono prodotte circa 150.000 bottiglie, può considerarsi un vero e proprio biglietto da visita che segue una costanza qualitativa ragguardevole. Le sue uve provengono dalle tre proprietà del doglianese sopracitate, i terreni da queste parti sono ricchi di marne, argilla e calcare. Le viti, allevate a guyot, sono state impiantate in un lasso di tempo che va dal 1941 al 2010, la densità è pari a 4500/4800 viti/Ha. Per preservare l’integrità del frutto, e gran parte delle peculiarità dell’uva dolcetto, la scelta di utilizzare solo acciaio in tutte le fasi cui segue un affinamento di qualche mese in bottiglia prima della vendita.
Rubino profondo al calice, tonalità vivace e riflessi porpora, media consistenza. In questa sua prima fase di vita il naso è piuttosto esuberante, ricordi vinosi cedono presto il posto ad una spezia suadente dai toni dolci e lievemente balsamici: chiodo di garofano, eucalipto, piccoli frutti di rovo maturi, pepe nero e liquirizia. In bocca le sensazioni dolci-acide del frutto mostrano coerenza e vivacizzano la fase gustativa; il tannino è percettibile, dolce, una lunga scia sapida impegna il palato rendendo il vino particolarmente adatto all’abbinamento gastronomico. Un buon coniglio alla cacciatora è la morte sua.