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Friuli Isonzo Merlot Chel di une volte 2023

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione:
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Data degustazione:
12/2025


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: VIGNIS DI MARIAN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro


Dopo l’ottimo “Blanc di Vignis” ci spostiamo su un rosso, Merlot in purezza fermentato dieci giorni in acciaio dove permane per un anno, seguono circa 3 mesi di sosta in barrique di secondo passaggio. Ancora una volta parliamo di una micro produzione, solo 600 bottiglie, anche in questo caso aumenteranno ma non di molto.
Nell’Isontino la presenza del Merlot, del Cabernet, del Sauvignon risale al XIX secolo, epoca in cui la vitivinicoltura del territorio assume un ruolo economico fondamentale, la qualità dei vini diventa sempre più elevata grazie al contributo dell’aristocrazia terriera mitteleuropea, forte di capacità imprenditoriali e aperta ai grandi mercati internazionali.
Già in quel periodo vengono impostati rigorosi criteri agronomici. A fine ‘800 l’arrivo della fillossera in Europa pone seri problemi che diventano tema centrale a Gorizia, dove dal 16 al 20 settembre 1891 i massimi esperti vitivinicoli si incontrano al IV Congresso Enologico Austriaco, il primo grande simposio mondiale del settore, da cui emergeranno le soluzioni per la salvaguardia del patrimonio vitivinicolo futuro.
Bisogna, però, arrivare agli anni ’70-’80 del secolo scorso perché la vitivinicoltura friulana passi da un’economia di consumo per lo più locale a una diffusione più ampia al di fuori del territorio. E furono proprio i giovani produttori dell’Isontino tra i primi a cavalcare il cambiamento e operare nel proprio territorio un ulteriore salto di qualità, attraverso scelte di campo fondamentali.
Basti pensare che il Consorzio è nato nel 1966 e oggi conta circa 90 soci.

Friuli Isonzo Merlot Chel di une volte 2023 Vignis di Marian

Ma torniamo al Merlot “Chel di une volte” 2023 di Franco Visintin, il cui nome dice già molto della filosofia del produttore di Farra d’Isonzo. Nel calice mostra un bel colore rubino medio, non concentrato ma arioso; non si fatica a riconoscere il vitigno, ma al contrario di troppo frequenti morbidezze e rotondità, qui il carattere spinge più sulla freschezza e su un timbro molto territoriale, non si fatica a percepire a corredo del frutto (mora, prugna, mirtillo) una sensazione più “terragna” con la liquirizia in bella presenza, dove l’energia è il suo cuore, un’energia confortata dalla freschezza che traspare sin dal primo sorso, restituendo una piacevolezza e una gioiosità vibranti. Un vino che non cerca opulenza né ruffianeria, ma racconta un altro aspetto del merlot, più dinamico, scattante. Quattro chiocciole abbondanti.

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