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Colli di Luni Albarola 2023

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2025


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: albarola
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LUNAE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 18 a 22 euro


L’Albarola dell’azienda Lunae ci aveva colpito già due anni fa per la sua verticalità gustativa, per i profumi e gran parte delle peculiarità che contraddistinguono i vini prodotti nei Colli di Luni; affascinante lembo di terra a confine tra Liguria e Toscana. Qui ha sede la cantina sopracitata, per essere precisi a Castelnuovo Magra (SP), proprietà della famiglia Bosoni; quest’ultima è profondamente legata ai vitigni autoctoni tanto da vinificarli anche in purezza. La suddetta cultivar rientra nella maggior parte delle denominazioni relative ai bianchi liguri di levante, soprattutto in assemblaggio accanto al vermentino, bosco e bianchetta genovese. Svariati studi confermano che con quest’ultima condivide gran parte del DNA, tanto da essere considerati un unico vitigno con due sinonimi e caratteristiche diverse, dovute in gran parte al territorio dove viene allevato.
L’origine dell’albarola è contesa tra il levante ligure, soprattutto la zona delle Cinque Terre, e la Toscana, nell’area dei Colli di Luni che comprende entrambe le regioni. Chiamata anche calcatella, è caratterizzata da acini dal colore piuttosto pallido – tendente al verdolino o al giallino – e coperti da abbondante pruina; anche i vini risultano piuttosto scarichi a livello cromatico. Dona rese elevate e costanti, resiste bene alle correnti che soffiano dal mare e soprattutto alla maggior parte delle malattie della vite. Ama ambienti freschi e ventilati con buona esposizione, proprio per questo Lunae sfrutta solo vigneti vocati in quattro comuni differenti: Luni, Castelnuovo Magra, Sarzana e Beverino in provincia della Spezia.
L’annata 2023 viene considerata calda, pur tuttavia lontana anni luce da stress idrici e picchi di afa costante riscontrati in altri millesimi. In cantina si parte da una macerazione a freddo sulle bucce per circa 8 ore, fermentazione a temperatura controllata in acciaio e affinamento sulle fecce fini, nel medesimo materiale, per circa 5 mesi.
Paglierino tenue con riflessi verdolini, tonalità chiara. Al naso ritrovo un profilo olfattivo piuttosto sobrio ed elegante: il frutto sa di pesca tabacchiera e scorza di limone, unito a toni salmastri, erbe aromatiche e un accento di smalto; il pepe bianco suggella l’insieme.
Sorso slanciato, teso, vivo; freschezza citrina e un allungo sapido invidiabile. A mio avviso qualche mese ancora di affinamento e potrebbe conquistare la quinta chiocciola. Oggi sono quattro e ben nutrite. Calamari, cipolla di Tropea e pisellini con pepe rosa e zest di lime.

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