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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Birbacciò 2022

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Birbacciò 2022 LucchettiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2024


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: verdicchio
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LUCCHETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 9 a 12 euro


Come di consueto iniziamo dai bianchi. La prima etichetta proposta da Paolo Lucchetti, attuale proprietario dell’Azienda Vitivinicola che porta il suo cognome, è il Birbacciò 2022 da uve verdicchio in purezza. I più curiosi potranno leggere riguardo vita morte e miracoli della sopracitata cultivar, e relativa denominazione, cliccando qui.
Spostiamo l’attenzione questa volta verso il comune di Morro d’Alba, dove ha sede la Cantina da ben tre generazioni. Ci troviamo a circa 15 km. dal mare Adriatico nell’entroterra della provincia di Ancona, le vigne sono ubicate a circa 180-200 metri sul livello del mare. Qui il verdicchio assume toni leggermente differenti dalla zona di Jesi, a mio avviso maggior freschezza e slancio emergono già a pochi mesi dall’imbottigliamento senza precludere in alcun modo la capacità di affinamento. La prima annata del Birbacciò è stata prodotta nel 1991, l’età media delle viti va dai 20 ai 25 anni.
I terreni sono di medio impasto tendente all’argilloso, allevamento a guyot e resa pari a 90 quintali per ettaro. Vendemmia manuale, pressatura soffice e fermentazione (8 giorni) svolta da lieviti indigeni in acciaio dove successivamente affina per tre mesi, più altri novanta giorni di bottiglia. La malolattica non viene svolta.
Il vino si presenta ai miei occhi in veste paglierino vivace, luminosità da vendere e buon estratto. Il suo respiro è piuttosto sfaccettato, cangiante, non ostenta esuberanza. Sa subito di fiori freschi, ovvero tiglio e ginestra, si affiancano ricordi di mela Granny Smith e scorza di cedro, oltre a melone d’inverno e svariate erbe aromatiche tra cui timo limone e maggiorana. Vi è una traccia lievemente salmastra che aumenta la complessità del vino, unita a suggestioni di calcare; chiude su mandorla tostata e smalto.
Al palato emergono sensazioni di morbidezza bilanciate egregiamente da ritorni acidi, intensi, e dal timbro agrumato; la parte erbacea fa eco e il finale è nettamente ammandorlato e iodato-salmastro, lunga persistenza. Quattro chiocciole. Mezzemaniche alla gricia.

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