Barbera d’Asti Superiore Passum 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15,5%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 24 a 28 euro
La terza ed ultima versione di Barbera d’Asti presentata da Mariuccia Borio, alias Cascina Castlèt, è un vino da appassimento prodotto con le stesse uve che donano il nome alla nota DOCG astigiana, istituita nel 2008. Il termine Passum spiega la nostra protagonista, con la “P” direttamente serigrafata e cotta sul vetro, rappresenta una sorta di simbolo: forse un mandala o forse un sole che ha l’ambizione di restare indelebile come il ricordo di questo vino nel tempo, soprattutto considerando la longevità dello stesso.
Le uve barbera vengono allevate su ripide colline, a circa 300 metri sul livello del mare, nelle posizioni più soleggiate; quelle destinate alla produzione del Passum provengono da vecchi vigneti ad elevata densità di impianto la cui produzione media è di circa 60- 65 quintali per ettaro. In realtà, a seguito di un’accurata selezione, soltanto 40-45 quintali sono destinati a questo vino, con una resa di 25-27 ettolitri. La vendemmia viene conclusa entro la metà di ottobre.
I grappoli, raccolti a mano, vengono adagiati in piccole cassette traforate che vengono poi collocate in appositi locali condizionati e ventilati. La durata dell’appassimento varia di anno in anno, e di questi tempi più che mai, ed è legata alle condizioni meteorologiche. L’affinamento avviene parte in barriques di rovere francese e parte in botti tradizionali di media capacità. Dopo circa un anno, il vino passa in bottiglia dove riposa almeno altri sei mesi prima della messa in vendita.
Rubino concentrato all’interno del calice, estratto da vendere. Naso dal timbro sinuoso, accomodante, grazie ad un frutto maturo che sa di ribes e mirtillo nero, amarena, uva passa e prugna disidratata; con lenta ossigenazione spezie dolci che richiamano i dolci natalizi del nord Europa ed una parte floreale che diviene protagonista palesando sfumature appassite di geranio selvatico e rosa rossa.
In bocca la concentrazione è notevole, così come l’equilibrio, tra guizzi sapidi e ritorni fruttati dolci, in parte acidi, ed un crescendo di profondità gustativa che impegna il palato senza saturarlo nonostante una gradazione alcolica sostenuta. Vino che ben si presta all’abbinamento con piatti a base di selvaggina, su tutti consiglio polenta con stufato di cervo e abbondante paprika. Cinque chiocciole, indubbiamente ad oggi è il Barbera d’Asti, dei tre proposti da Mariuccia, ad aver raggiunto maggior equilibrio.