Colline Novaresi Nebbiolo Tre Confini 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 13 a 16 euro
Ricordo le gite in Valsesia di un bel po’ di anni fa, il Monte Rosa a far da sfondo e un’insaziabile voglia di mangiare i piatti tipici del posto: miacce farcite con formaggi locali e pancetta, zuppa di cipolle, polenta con cervo… prelibatezze che tuttora richiedono una cosa sola: vini dell’Alto Piemonte. Ma dov’erano questi vini del territorio? Ai tempi era più facile trovare un Primitivo di Manduria che un Gattinara o un Ghemme nelle trattorie e rifugi vari. Per fortuna la musica è cambiata, oggigiorno frequentare questi posti significa trovare ottimi vini delle colline novaresi, dell’Ossola del vercellese e biellese, e il merito va attribuito esclusivamente a tutti coloro che negli ultimi 15-20 anni hanno promosso attivamente, e costantemente, il territorio.
Non più di un mese fa mi sono recato proprio ad Alagna e, dopo aver assaggiato al Taste Alto Piemonte 2022 – ne ho scritto qui – il Ghemme 2015, sono rimasto piacevolmente colpito dal Colline Novaresi Nebbiolo Tre Confini della Cantina Torraccia del Piantavigna, con sede a Ghemme (NO). La storia dell’Azienda risale agli anni Cinquanta e Pierino, considerato il pioniere, scelse proprio il suddetto comune per avviare l’attività vitivinicola di famiglia. Acquistò un piccolo vigneto su una collina denominata Torraccia, da qui il nome, famosa proprio per la presenza del castello di Cavenago che risale al 1600.
Nel 1997 il nipote di Pierino ovvero Alessandro Francoli, ai giorni nostri presidente dell’omonima distilleria che non ha certo bisogno di presentazioni, inaugura una produzione enologica improntata sui classici del territorio: nebbiolo, vespolina, greco novarese. La proprietà si estende su 40 ettari in sei zone comprese tra i comuni di Ghemme, Barengo e Gattinara. Indubbiamente i veri cavalli di razza sono il vigneto Pelizzane e Maretta, tutto il comprensorio comunque è caratterizzato da terrazze alluvionali con suoli composti da argille, ciottoli – soprattutto il novarese – e porfidi di origine vulcanica nel vercellese. In vigna si lavora con attenzione nei confronti dell’ambiente attraverso pratiche sostenibili, cercando il più possibile di limitare l’impatto, lo scopo è preservare l’integrità del suolo e della biodiversità circostante, caratterizzata da tanti boschi.
Il Nebbiolo Tre Confini 2018, vinificato in purezza, è prodotto con uve allevate in località Poncioni, nelle colline di Ghemme, vi è buona esposizione e un’altitudine compresa tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare. La vendemmia viene svolta solitamente nella prima metà di ottobre, le uve fermentano in contenitori d’acciaio inox a temperatura controllata con macerazione sulle bucce; segue affinamento di almeno 6 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia e in tonneau di rovere di Allier, più ulteriori 4 mesi in bottiglia.
Tra il granato ed il rubino, mostra una tonalità vivace e buon estratto. Il respiro è garbato, austero, non ostenta inutili performance semmai conquista per la sua pacatezza: viola, scorza di pompelmo rosa, pepe nero, effluvi balsamici di mentolo e foglie di tabacco su leggera grafite; evolve continuamente.
Il sorso al contrario è scattante, verticale, teso, già ben equilibrato; convince per doti di sapidità e freschezza, profondità di beva su un corpo moderato che non ostenta “muscoli” inutili.
Perfetto su un piatto di polenta con sugo di salsiccia e cipolle. Quattro chiocciole abbondanti, chapeau!